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Foto trovata su aroundthesphere.wordpress.comIl “povero” Rahm Emanuel, vera eminenza grigia della molto poco trasparente amministrazione Obama farà meglio a preparare le valigie. Il Gran Capo sembra pronto a farlo fuori per provare a nascondere i tanti, troppi, legami che legano la macchina ammazza-avversari del Caro Leader al nuovo nemico pubblico numero uno, quella brutta, cattiva e sporca British Petroleum che però andava benissimo quando firmava assegni a molti zeri per le spese elettorali dell’allora candidato Obambi.

Ora, Rahm è famoso per essere un tipo molto coriaceo che certo non ha paura di uno scontro pubblico ma siamo sicuri che The One troverà sicuramente il modo per liberarsene in maniera elegante.

O forse no, visto il casino epico che ha combinato con Joe Sestak, quando ha mandato il vecchio Bill Clinton (un altro marpione con più di un conto da regolare con Obama) ad offrirgli un posto pubblico se avesse abbandonato le primarie democratiche della Pennsylvania.

In ogni caso, ci sarà da divertirsi… ciriciao, gente!

I legami scomodi: ricordate l’appartamento gratis di Rahm Emanuel a Washington? Era di un consulente della BP.
Andrew Malcolm
Originale (in Inglese):  http://latimesblogs.latimes.com/washington/2010/06/rahm-emanuel-bp-gul-oil-spill.html
Traduzione in Italiano: Luca A. Bocci

Foto trovata su blogs.discovermagazine.comNel caso aveste ancora qualche dubbio se credere o no alla tempesta di insulti lanciata negli ultimi giorni da Washington verso la BP per la perdita di greggio nel Golfo del Messico, eccovi una storiella che rivela un legame poco conosciuto tra politica e mondo dell’impresa ed i metodi con i quali i circoli politici che contano si intersecano, garantendosi protezione reciproca nella capitale. Ma anche a Chicago.

Sapevamo che la British Petroleum ed i suoi dirigenti hanno contribuito in maniera rilevante alla raccolta fondi da record (750 milioni di dollari) che aveva spinto Barack Obama prima alla nomination, poi alla Casa Bianca.

Ora siamo venuti a conoscenza di una serie di legami discutibili che riguardano Rahm Emanuel, prossimo candidato a sindaco di Chicago, attuale capo del gabinetto di Obama, ex deputato, ex maestro della raccolta fondi per Clinton ed ex galoppino del sistema di potere della Windy City.

Pochi giorni dopo la festa per l’inaugurazione di Obama, più di un analista politico storse il naso quando si venne a sapere che, quando era deputato, Emanuel aveva vissuto per cinque anni senza pagare l’affitto in un appartamento di proprietà della collega Rosa DeLauro del Connecticut e di suo marito Stanley Greenberg.

Se si fosse trattato di un cittadino americano qualsiasi, questo avrebbe fatto sorgere alcune ovvie questioni di natura fiscale. Ma il tipo che controlla l’agenzia delle entrate è, come Emanuel, un altro membro della cerchia ristretta dei collaboratori di Obama, quel Tim Geithner che ha superato senza colpo ferire il processo di conferma da parte del Congresso sotto il controllo dei Democratici nonostante avesse “dimenticato” di pagare le tasse.

Ricordate che tutto questo succedeva prima che BP volesse dire Grosso Casino. E ancora prima che l’amministrazione Obama assegnasse un premio alla BP per l’eccellenza delle sue misure di sicurezza.

Ora, se non vi spiace, provate a seguite questa storia tipica di Washington:

La ditta di consulenza di proprietà di Greenberg è stata la principale responsabile della nuova strategia di comunicazione della BP, che negli ultimi tempi ha provato a ridefinirsi come compagnia petrolifera “verde”, con tanto di logo verde e lo slogan “Beyond Petroleum” (oltre il petrolio).

La ditta di Greenberg è anche strettamente collegata ad un’altra ditta di stretta osservanza Democratica, la GCS, costituita da Greenberg, James Carville, importante consigliere di Bill Clinton e Bob Shrum, che nel 2004 aveva guidato la campagna elettorale di John Kerry.

Secondo i bilanci ufficiali, la GCS ha ricevuto ordini per sondaggi valutati diverse centinaia di migliaia di dollari dal Democratic Congressional Campaign Committee.

Sicuramente è solo una stranissima coincidenza, ma non vi immaginereste mai chi era a capo di quello stesso Democratic Congressional Campaign Committee che stava facendo avere quei lucrosi contratti al suo gentile padrone di casa che non gli faceva pagare l’affitto…