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Foto trovata su www.davidicke.comL’autore del post (750 parole circa) che trovate tradotto dopo il <continua> è Roger Simon, uno sceneggiatore di Hollywood che, dopo aver passato una vita a nascondersi, ha deciso di venire allo scoperto e dichiarare di essere un liberista quasi conservatore.

Una volta provata l’ebbrezza di dichiarare apertamente le sue idee, si è appassionato alla lotta politica fondando prima Pajamas Media, poi la punta di diamante del media 2.0 conservatore, quella PJTV che, insieme ad Andrew Breitbart, Matt Drudge e pochi altri, è stata fondamentale nella crescita del movimento Tea Party americano.
Insomma, un caso più unico che raro di persona non solo pronta a testimoniare le proprie idee, ma anche capace di metter mano al portafoglio e, insieme ad altri finanziatori, raggruppare attorno a siti tecnicamente sofisticati un gruppo di ottimi bloggers o esperti in varie materie che hanno a disposizione i mezzi tecnici e finanziari per produrre qualcosa in grado di mettere in crisi giornali e televisioni tradizionali.

Nel post di oggi, Simon si occupa del crescente antisemitismo che sta uscendo sempre più allo scoperto in America e altrove, tracciando un collegamento tra questa rinascita dello spirito degli anni Trenta e la scriteriata politica estera dell’amministrazione Obama.
Magari le osservazioni di Simon non saranno tecnicamente sofisticate come quelle di altri commentatori di punta dell’universo LLC (liberal-liberista-conservatore) ma la passione e la preoccupazione di un ebreo cresciuto con i racconti dei parenti scampati alla Shoah è vibrante e palpabile.
Sia Pajamas Media che PJTV sono (purtroppo) solo in Inglese, ma consiglio comunque di darci un’occhiata e magari iscrivervi: almeno così potrete valutare meglio i tanti tentativi più o meno raffazzonati di creare dei media 2.0 in Italia con un minimo di spirito critico.
Come al solito, commenti, critiche, consigli sono più che bene accetti, come anche qualsiasi altra forma di promozione sociale o non. Obrigado.

Riecco gli anni Trenta: dagli all’ebreo!

Roger Simon
Originale (in inglese): http://pajamasmedia.com/rogerlsimon/2010/06/04/its-the-thirties-all-over-again-time-to-blame-the-jews/
H/t : Instapundit
Traduzione in Italiano: Luca A. Bocci

Sì, so che ci sono persone che hanno detto cose ben più stupide e razziste di quelle che la vecchia svampita Helen Thomas ha detto l’altroieri (non che fosse molto più sveglia prima di perdere il cervello), ma non posso fare a meno di pensare che il fatto che la Sig.na Helen si sia sentita autorizzata a esprimere il suo anti-semitismo in pubblico è un segno dei tempi che stiamo vivendo. Per essere ancora più brutale, è un segno dell’era di Barack Obama.

Foto trovata su brotherpeacemaker.wordpress.com

Che lo volesse o no, il nostro Presidente – con la sua pressione su Israele sempre più violenta e caratterizzata da un moralismo tanto spicciolo quanto condiscendente – ha mandato un messaggio in giro per il mondo.
Prendersela con gli Ebrei è un comportamento accettabile. E il mondo, che si contorce tra i dolori della crisi economica, non aspettava che un segnale per cercare un nuovo capro espiatorio.

Per l’ignorante Thomas – che non sembra essersi accorta che gli Ebrei d’Israele non vengono solo dall’Europa Occidentale ma anche dall’Egitto, dall’Etiopia, dalla Siria, dallo Yemen, dall’Iraq e da molti altri paesi – questo sentimento si traduce nella richiesta di una deportazione forzata dei miei fratelli e sorelle israeliani in Germania e Polonia.
Se non altro, non si è spinta così avanti da far sua la richiesta espressa da un coro da stadio che sta facendo il giro di mezza Europa “Hamas, Hamas, gli Ebrei nelle camere a gas!”.

Non hai bisogno di essere Yogi Berra per capire che la situazione assomiglia ad un brutto déjà vu che potrebbe anche diventare un incubo (Yogi Berra, famoso catcher e poi allenatore italo-americano dei New York Yankees, celebre per le sue uscite apparentemente lapalissiane che però nascondono spesso una saggezza popolare profonda. Uno dei suoi aforismi più famosi è “It’s like déjà vu all over again”, ovvero “Sembra di nuovo un déjà vu” – una gaffe quasi trapattoniana ndT).
La cosa veramente ironica è che tutto questo casino – la merde ha raggiunto il proverbiale ventilateur (modo di dire americano per descrivere in maniera cruda ma efficace l’esplosione di uno scandalo sui media – francese nell’originale ndT) poi c’è stato l’incidente della flottiglia della pace, poi l’uscita della Thomas si è guadagnata l’invidiato… beh, forse non tanto invidiato… titolo di testa sul Drudge Report – è successo proprio nel bel mezzo di un’offensiva mediatica fin troppo spudorata portata avanti dall’amministrazione Obama per riconquistare le legioni di Ebrei americani che sembrano decisi a mollare il partito democratico.
La sfiga ci vede benissimo, Rahm (Emanuel, capo dello staff della Casa Bianca ndT) e compagnia bella. Riprova, sarai più fortunato.

Quelli che dovrebbero invece avere maggior fortuna siamo tutti noi – non solo gli Ebrei. Non sono certo il primo ad osservare come gli Ebrei siano i canarini nella miniera di carbone quando si tratta di difendere i principi fondamentali della civiltà occidentale. E in questi mesi non possiamo che notare con una certa agitazione come questi canarini si stiano rapidamente annerendo (i canarini erano usati dai minatori come rivelatori di metano nei cunicoli delle miniere di carbone. Prima che la concentrazione di gas salisse al punto da diventare pericolosa, i canarini prima si sentivano male, poi morivano per le esalazioni. A questo punto i minatori capivano che c’era rischio di esplosioni e fuggivano. Questo metodo crudele ma spesso efficace è entrato nella lingua inglese con l’espressione canary in a coal mine ndT).

Foto trovata su www.thejidf.org

Per fortuna, questi poveri canarini hanno dei difensori molto pugnaci – sia intellettuali che comici. D’altro canto ci sono anche i soliti furboni che, con la scusa di difendere i poveri Ebrei, in realtà non perdono occasione per lanciare l’ennesimo attacco. Questi commentatori sono prontissimi a difendere il loro diritto ad esprimere ogni critica nei confronti di chiunque, considerandolo un requisito essenziale della democrazia. In effetti non hanno torto, ma viene da domandarsi come si sentano quando ascoltano le dichiarazioni grondanti vitriolo della Thomas.

Per conto mio, vorrei essere in grado di permettermi un lusso del genere. Sfortunatamente, non posso; il vitriolo è troppo e non viene solo da una signora anzianotta, ma da troppi angoli del mondo. Non è il momento di esaminare la questione dal punto di vista intellettuale, bisogna agire – agire contro l’anti-semitismo dilagante prima che ci precipiti di nuovo in un’era di orrore che pensavamo ormai consegnata al cestino della Storia.

A questo scopo, PJTV vi propone un breve sondaggio. La domanda è “La Casa Bianca dovrebbe revocare l’accreditamento da giornalista ad Helen Thomas?”: penso sappiate già come ho votato, se volete prendervi parte anche voi, lo trovate qui.