Varie ed eventuali

Qualche piccola nota sul perché mi sia deciso a cimentarmi in questa curiosa occupazione definita blogging superando i dubbi che, da almeno dieci anni, mi hanno impedito di aprire questa piccola simpatica bottega degli orrori.

Visto che mi piacciono tanto gli elenchi numerati, ne inizio subito uno:

1      Quando passi un certo numero di ore a leggere articoli sulla rete, anche nel cervello più ottuso del mondo sorgono inevitabilmente pensieri originali. Il modo per esprimere tali pensieri che prediligo da sempre consiste nell’afferrare la prima persona amichevole che mi capita a tiro e sparargli un pippone chilometrico sull’argomento che ha stimolato di più la mia immaginazione. Dato che, da buon toscano, sono facilmente infiammabile, questi pipponi si trasformano spesso in filippiche appassionate.
Considerato poi il mio lato vagamente narcisista, se non riesco ad ottenere l’attenzione totale del mio interlocutore mi adombro non poco, aumentando la probabilità di litigi e scazzi vari in maniera considerevole.
Visti gli elementi appena indicati, mi è sembrato più opportuno dare forma informatica a queste riflessioni ed esporle al pubblico ludibrio.

2      Da buon giornalista, l’idea di “regalare” al pubblico materiale dotato di un valore economico potenziale mi è sempre sembrata una gran bischerata. Per molti anni ho pensato che, prima o poi, qualcuno mi avrebbe chiamato per chiedermi di esprimermi su questioni attinenti ai campi nei quali mi sono costruito una discreta competenza, retribuendo questi miei sforzi con moneta sonante. Il fatto di impiegare parte del mio tempo libero per confezionare un prodotto editoriale col solo scopo di regalarlo a chiunque fosse così gentile da visitare il mio sito mi sembrava un controsenso.
Poi, alla fine, ti rendi conto che non stai vivendo nel migliore dei mondi possibili e che la reputazione di serietà e professionalità che ti sei faticosamente costruito negli anni non riuscirà mai a viaggiare abbastanza lontano da garantirti una minima probabilità di vivere del tuo lavoro.
Insomma, dopo un tot numero di craniate pazzesche contro i sacri portali dell’informazione italiana ti viene il dubbio che le regole del gioco non siano uguali per tutti e che il numero di persone pronte a valutare la bravura delle persone senza richiedere raccomandazioni ciclopiche o network familiari stile salotto romano è molto più piccolo di quanto credevi.
Questo non è che un tentativo di raggiungere queste persone illuminate.
Magari è patetico, ma non mi viene in mente niente di meglio…

3      Nel corso degli anni ho acquisito una certa familiarità con la lingua inglese. Sono stato anche in grado di essere pagato per applicare questa familiarità a questioni di ordine pratico. Questa familiarità mi ha consentito di accedere ad una serie di media in lingua originale e di rendermi conto di quanto l’immagine del mondo che passa attraverso la lente deformata dell’informazione italiana sia del tutto fallace. In particolare ho avuto modo di prendermela quasi ogni giorno con la piccola comunità di giornalisti italiani che staziona stabilmente negli Stati Uniti ed il loro tentativo nemmeno troppo velato di trasmettere un’immagine dell’America del tutto menzognera.
Ho provato in passato ad informarmi sulle questioni più varie, ma raramente sono stato in grado di trovare materiale in italiano che non fosse più o meno apertamente fazioso o del tutto inutile.
Per farla breve, se non fossi stato così fortunato da imparare bene l’inglese, la mia visione del mondo sarebbe radicalmente diversa. Questo non mi sembra né giusto né auspicabile. Per questo ho deciso che, visto il momento di crisi mondiale, è quantomai necessario rendere disponibile al pubblico italiano materiale proveniente da fonti di informazione rarissimamente citate dai giornalisti “normali”, che di solito pescano a piene mani dai media liberal, ignorando bellamente ogni pensiero liberale, liberista o conservatore.
Per come la vedo io, tra poco saremo chiamati a fare delle scelte che influenzeranno ogni aspetto della nostra vita per i prossimi decenni: in un momento tanto grave, consentire al pubblico di formarsi un’opinione informata prima di scegliere di che morte morire mi sembra un dovere inevitabile per ogni giornalista.
Questo è il mio modo di contribuire al pubblico dibattito. Se vorrete darmi una mano a diffondere questi punti di vista non comuni o magari consigliarmi del materiale da tradurre, ve ne sarò estremamente grato.

4       Il cazzeggio fa parte della vita di ognuno di noi, ma fino a poco tempo fa la sua diffusione era limitata dall’accesso ai media tradizionali, notoriamente difficile da ottenere. La democratizzazione della trasmissione delle informazioni portata dalla Rete è la più grande opportunità per gli sparaballe, gli affabulatori cronici, i fancazzisti senza ritegno per diffondere il frutto delle loro menti malate a tutto il mondo.
Visto che da più parti si iniziano a notare tentativi di normalizzazione della Rete, è prevedibile che di qui a dieci anni non sarà più possibile diffondere qualsiasi tipo di puttanata su Internet senza dover avere autorizzazioni governative, subire qualche forma di censura, sempre motivata da esigenze imprescindibili di sicurezza pubblica, decenza, opportunità eccetera eccetera. Se la festa sta per finire, voglio parteciparvi anch’io, per esprimere la stupidità che è insita in ognuno di noi e combattere con tutte le mie forze per difendere il diritto di ogni bimbominkia a fare le sue paginette isteriche sull’ultimo manga dal Giappone o il gruppetto post-emo che gli fa battere forteforte il cuoricino. Libero blog in libero stato.

Più o meno ho finito, ma sicuramente troverò in futuro altre cose da aggiungere a questa pagina, in modo da renderla ancora più farneticante e demenzialmente ilare.
Per questo avevo scelto un elenco numerato… sono o non sono un genio del Male? Muhahahahaha…

4 risposte a “Varie ed eventuali”

  1. McSac ha detto:

    Mi sembra una premessa molto interessante.
    Molto azzeccata la critica, neanche troppo velata, alle modalità di accesso al mondo dell’informazione: meritocrazia? Una parola sconosciuta in Italia. E non solo nei media.

  2. http://www.jihadwatch.org/

    http://www.newvision.co.ug/D/10/10/725548

    Uganda. Dalla Somalia terrore in East Africa. i piu’ di 250 morti di Nairobi 1998 sono stati ignorati, o quasi…E ricomincia!

    • Interessanti gli articoli… ecco un’altra ragione per la quale perdo tempo con questo blog. Di questi massacri non frega niente a nessuno, come se ci fossero morti di serie A e di serie B. Cercherò di informarmi a proposito, anche se sono a corto di contatti nell’Africa Orientale – anzi, no, ora che ci ripenso qualcuno conosco… I’ll keep y’all posted.

      • …lo immaginavo..Magari il vicino Kenya…
        Aspettiamo updates. Si morti di serie B, ma prima dell’11 Settembre, a Nairobi c’era stata la prova generale 1998, 250 morti e centinaia di invalidi, ciechi …Ma nessuno si era preoccupato…

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