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Immagine trovata su vittorioferla.blogspot.comReady or not, ecco il patatrac. L’Itaglia dei privilegiati, dei furbi, dei figli di, sta marciando allegramente verso il baratro, proprio nel momento peggiore possibile, vicino alla pausa estiva che di solito ferma qualsiasi forma d’attività. Eppure, da che mondo è mondo, le rivoluzioni avvengono d’estate…

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Il lungo silenzio dell’Apolide ha molte cause, nessuna delle quali particolarmente interessante o significativa. La ragione che mi ha spinto a riprendere in mano il portatile ed usarlo per qualcosa di più utile del solito, dilettevole cazzeggio sul faccialibro è invece chiarissima: quel patatrac che il sottoscritto annuncia, cassandrianamente, da mesi e mesi, più o meno da quando l’antro ha aperto i battenti, sta arrivando molto prima di quanto tutti, Apolide incluso, pensavano.

L’esplosione dello spread tra i Bund ed i poveri BOT è solo l’inizio della fine per l’Italietta dei bunga-bunga, dei figli di, dei furbi, dei mungitori delle pubbliche casse, dei super-privilegiati con quattro, cinque, sei mega-pensioni pagate dai contributi dei poveri diavoli della situazione, i veri servi della gleba dell’era moderna, i ggiovani precari a vita, i quali contributi saranno bruciati nel falò delle vanità della classe parassita che sta uccidendo l’Occidente senza che a loro arrivi neanche un centesimo del denaro a loro estorto.

La situazione ormai non è recuperabile in alcun modo politicamente sostenibile. Le soluzioni ci sarebbero, ma chiaramente superano il livello di “dolore” politico sostenibile dal sistema politico-sociale. Replicare le parzialmente inefficaci ma metodologicamente corrette misure che il governo di coalizione britannico sta faticando tantissimo ad imporre ai riottosi sindacati dei dipendenti pubblici (il nemico pubblico numero uno, senza se e senza ma), in Itaglia sarebbe totalmente irragionevole. In Itaglia si va sulle barricate per puttanate infinitesimali. Se qualcuno si azzardasse ad affrontare alla radice i problemi sistemici, la reazione del sistema criminale che sta dissanguando il paese sarebbe semplice e rapida: una raffica di scheletri tirati fuori dall’armadio (o da qualche dossier) scagliati contro il malcapitato, che in pochi giorni sarebbe politicamente (se non fisicamente) morto. Quindi non si farà un bel niente di serio e significativo.

Cosa rimane? La ricetta socialista, solita e stanca, ovvero la persecuzione fiscale di chiunque non faccia parte della classe dominante, coloro cui è permesso di fare la bella vita senza rischiare un centesimo di tasca loro, visto che il denaro che finisce nelle barche nuove, nelle ville, negli sfizi dei figli di che affollano le discoteche “in” viene dalle tasche dei peoni, delle persone “non politicamente significative”, che verranno quindi tartassate a morte. Visto che la fame di privilegi della neo-aristocrazia cresce di giorno in giorno, dato l’approssimarsi del redde rationem, la base di schiavi tartassati fino alla loro dipartita si è progressivamente allargata. Ora anche i professionisti non protetti dalle cricche pubblico-criminali sono massacrati di tasse. Non parliamo degli artigiani, dei piccoli imprenditori, che nessuno proteggerà mai da niente o nessuno. Il novanta e passa per cento della popolazione foraggia il decadente stile di vita di una ristrettissima percentuale di super-privilegiati, sostenuti a spada tratta dai loro clientes, i dipendenti pubblici, che sognano di entrare a far parte dell’elite di chi può mangiare a piacimento al banchetto imbandito dai poveracci.

Cosa sta succedendo in queste ore? La seconda opzione delle analisi economico-geopolitiche che girano da mesi ed anni sulla crisi economica si sta verificando. Le opzioni erano solo due: iper-inflazione o bancarotta. Il mercato, capito che qualcuno stava preparando il pubblico per il massacro dei risparmi di tutta la classe media e la disintegrazione del valore della carta straccia che riempie i bilanci di banche, fondi di investimento e private equity managers di tutto il pianeta, si sta muovendo per salvare le penne. Come? Semplice, chiedendo che il rischio, correttamente valutato, sia remunerato adeguatamente. Il che significa “vuoi i miei soldi? Pagami più interesse o non se ne parla nemmeno”.

Tremendino la chiama “speculazione” e la dipinge come il vecchio “complotto pluto-demo-giudaico” dei tempi della guerra in Etiopia. Niente di tutto ciò. Qualcuno, alla fine, si è accorto che trovare un “bigger fool” sarebbe stato impossibile e si è reso conto che il deficiente che si trova in mano la carta straccia massacrata dall’inflazione potrebbe essere proprio lui. La cosa non gli ha fatto per niente piacere, spingendolo a cautelarsi dall’inevitabile bancarotta. Ragionevole o no, una situazione di alta volatilità sui mercati è sempre imperdibile per chi campa guadagnando pochi centesimi da centinaia di transazioni fatte nell’arco di una sola giornata. E niente può fermare un broker quando vede una possibilità sicura di fare soldi. Niente.

Come andrà a finire, penso che solo il Buon Dio lo sappia. Tutto è possibile, anche la soluzione finale, un congelamento del debito pubblico italiano, in grandissima parte ancora nelle mani di investitori privati o istituzioni sottoposte alla (infausta) sovranità del governo di Roma. Questa “opzione nucleare” non era disponibile per la Grecia, il cui debito era quasi tutto in mani straniere, ma diventa ogni giorno più probabile. Non si spiegherebbe altrimenti il perché solo i buoni del tesoro siano stati esclusi dall’annunciato inasprimento della tassazione sulle rendite finanziarie, vero tabù per ogni governo Berlusconi dal 1994 in avanti. Le opzioni palatabili si stanno esaurendo, rimane solo da scegliere tra soluzioni cattive o pessime. Molto probabilmente non si farà un bel niente o si risolverà tutto “alla socialista”, ovvero rubando i soldi direttamente dai conti correnti. Amato l’ha già fatto, Tremonti lo rifarà sicuramente.

L’Apolide guarda ai suoi pochi risparmi ancora bloccati nel conto corrente italiano e maledice la sua mancanza di decisione. Mesi fa, temendo il peggio, si era convinto a trasferire tutto altrove, magari comprando titoli del debito pubblico di stati molto più morigerati dell’Itaglia (tipo Svizzera o Canada) come assicurazione contro il patatrac. L’opzione più sicura, trasformare tutto in scintillante oro, ormai è inapplicabile: se qualche anno fa era ancora possibile farla senza temere che, un giorno, la polizia ti bussasse alla porta per sequestrare tutto, minacciando severissime sanzioni penali, ora quest’ultima possibilità si sta per trasformare in certezza. Nascondere tutto, sotterrarlo, non servirà a niente. I registri delle compravendite di metalli preziosi sono già nelle mani degli inquisitori, che non dovranno far altro che dar mandato ai soliti lacchè senza cervello né cuore di confiscare tutto, tra il giubilo generale della plebaglia.

Da qualche tempo ho scelto di non pensare, di non analizzare niente, di non informarmi più. Visto che non ho il denaro o il potere o le conoscenze per salvarmi dal tracollo finale, spero solo che essermi trasferito lontano dalle grinfie di Equitalia riesca a rimandare il tonfo. In fondo ho un buon lavoro, discretamente retribuito e qualche risparmio in una valuta non legata al comportamento della neo-aristocrazia gnegne itagliota. Quasi sicuramente non servirà a molto, ma non è che si possa fare molto altro.

Cosa c’entra il quadro qui sopra? Pensierino finale prima di tornare alla mia giornata di riposo: l’ultima volta che una minoranza altezzosa, odiata e tracotante ha pensato di poter continuare all’infinito a campare alle spalle dei poveracci le cose sono andate a finire decisamente male. A Roma e in diverse altre parti d’Itaglia le ghigliottine ci sono ancora, conservate gelosamente e pronte all’uso. Dio non voglia che da qui a pochi mesi non ritornino in funzione. Niente illusioni, amici liberal-libertari, la rivoluzione verrà, ma non saremo noi a farla. Saranno i nichivendoli, i grillastri latranti, le toghe rosso sangue. Loro sì che sono pronti a buttare tutto all’aria, per sistemare i conti con chi, nel loro cervello malato, ha quei soldi che gli spettano per diritto divino. Attenzione gente, la situazione può precipitare in men che non si dica. Valigia pronta e soldi al sicuro. Better safe than sorry. Che Iddio ci aiuti.

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