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Immagine trovata su forums.moneysavingexperts.com
Magari non ve ne sarete accorti, ma questo piccolo refugium liberalorum è online da più di un anno. Mi sembra quindi giusto fare un piccolo punto della situazione. Ringraziamenti e tante altre cosette melodrammatiche dopo il salto. Una volta tanto, si può anche fare (^_^)

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Il giorno preciso era il 4 giugno ma, come al solito, l’Apolide e la sua parte (ogni tanto) più seria era in altre faccende affaccendato per ricordarsene e celebrare l’occasione in maniera più adeguata. Visto che il tempo è quello che è, che le cose da dire e da commentare sarebbero troppe, concedetemi un attimo di auto-celebrazione ed un rapido bilancio di questa esperienza online e della vita nella parte seria della blogosfera.

Come avevo già raccontato qualche tempo fa, in una galassia lontana lontana, il blog è nato veramente per caso. Dopo la partecipazione al primo Tea Party di Prato, mi sono chiesto come poter contribuire in maniera fattiva alla rinascita vera del paese. Pensa che ti ripensa, mi sono detto che l’unica cosa che sapessi fare e che non causasse un dispendio eccessivo di denaro (da buon scozzese inside) era l’aprire un blog. Visto che solo chi conosce l’inglese in maniera non scolastica poteva leggere gli interessantissimi articoli che circolano oltreoceano, mi sono detto che sarebbe stata una buona cosa tradurli in italiano e metterli a disposizione di tutti. Quasi per scherzo sono andato su WordPress ed ho iniziato. Mettere a punto il blog ha richiesto più o meno un’oretta, poi sono partito con un post veramente vergognoso ed il testo delle pagine che trovate sulla colonna qui in alto. Il nome del blog, per il quale più di un amico mi ha preso in giro, è stato altamente casuale: per farla breve, non sapevo come chiamarlo e mi sono accontentato della prima idea che mi passasse in mente. Non sarà il massimo, ma in un anno e passa non me ne è venuto uno migliore.

Dopo neanche dieci giorni, il primo colpo di fortuna. Telefonata dall’Egitto. Amici mi riferiscono di una storiaccia che il governo sta cercando di insabbiare in tutti i modi. Mi informo alla meno peggio. La storia è parecchio brutta. Nessuno ne ha ancora parlato fuori dall’Egitto. Senza pensarci scrivo quello che diventerà il post più letto di quest’anno. Titolo banale: Morte ad Alessandria. Qualcuno se ne accorge. Arriva la prima onda anomala di hits. Decido di rimanere sul pezzo e provo a seguire le proteste di piazza. Qualcuno nella stampa si accorge che l’Apolide ha battuto sul tempo Associated Press, Reuters, France Press e compagnia bella. Ci fa pure un articolo, sull’edizione online del Giornale. L’entusiasmo sale. Invece di un post al giorno, decido di farne due. L’impegno sale in maniera esponenziale, ma d’estate, senza un lavoro regolare, non c’è molto altro da fare. I contatti salgono, il nome inizia a circolare, grazie anche agli amici di Tocqueville. A settembre inizio a pubblicare qualche articolo su Legno Storto, dopo l’agguato giudiziario teso dalla premiata ditta che conoscete bene. Qualcun’altro nota. Nel giro di pochi mesi conosco un mucchio di persone che avevo solo seguito sulla rete, da Paolo dalla Sala a Mario Seminerio, da Federico Punzi a Salvatore Antonaci, da Andrea Mancia a Simone Bressan (sì, nonostante scrivano spesso insieme sono due persone ben separate ^_^), poi Diego Destro e tanti altri. Recentemente mi sono reso conto che sono il gotha della blogosfera destra. Buono a sapersi.

Arrivano le mid-term ed arriva la torrenziale diretta-fiume su TV Radicale, esperienza surreale che gli ascoltatori ricorderanno per tutta la vita (quando mai si era sentito tante chiacchiere solo occasionalmente sensate in diretta?). A quel punto, quando stavo meditando la prossima mossa, arriva la chiamata da Londra e nel giro di tre settimane mi ritrovo dalla parte giusta della Manica con tanto di lavoro regolare da giornalista con tanto di contratto, contributi, vacanze, assicurazione medica e chi più ne ha più ne metta (un miraggio in Itaglia, a meno di non essere figlio di). Il blog, chiaramente, ne soffre parecchio, fino all’ultima trasformazione, il recentissimo abbandono delle mie care traduzioni per cronica mancanza di tempo. Avrei voluto tanto accompagnare il tutto con un cambiamento di tema, ma sono troppo infingardo per mettermi a risistemare tutti i widget e le varie impostazioni. Stesso discorso per il trasloco su un server serio con un dominio indipendente. Succederà, prima o poi, non so quando.

Ed eccoci qua, 376 giorni dopo, in una newsroom vera, al mio desk, ad occupare il tempo prima dell’inizio del mio turno sproloquiando ed annoiando i fedelissimi frequentatori dell’antro. Bilanci? Qualcosa in più di 40.000 persone hanno cliccato e sono entrati tra queste poche candele, avanzando a tentoni tra le casse di libri e le gigantografie di mamma Maggie, papà Ronnie e nonno Winston. Vorrei ringraziare ognuno di voi per la fedeltà, per essere ritornati da queste parti anche se il sottoscritto era sommerso sotto una montagna di lavoro o perdeva tempo a cazzeggiare invece di aggiornare l’antro. Recentemente sul Foglio hanno interpellato i top 10 bloggers e giornalisti online di destra. Li conosco tutti, alcuni anche personalmente e molto bene. La cosa, se da un lato mi ha fatto un immenso piacere (la buona compagnia è l’inizio di ogni bel percorso), dall’altro mi ha lievemente indispettito. Sì, è vero, sono un newbie, anche se sulla rete, in maniera non costante e non massiccia, ci sono dal 2001, quando collaboravo con l’amico Orlando Sacchelli sul suo blog “Ideelibere“, erede spirituale del nostro giornale universitario, il glorioso “IL – Informazione Liberale” che per pochi mesi tra il 1995 ed il 1996 combattè orgogliosamente il pensiero unico dominante nelle facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza dell’Università di Pisa. Avrebbe fatto piacere essere tra gli interpellati ma, evidentemente, ho ancora tanto da fare prima di assurgere all’empireo della parte seria della blogosfera.

Grazie a tutti per essere passati di qui, per i commenti stimolanti e per aver tenuto compagnia a questo squinternato liberal-conservatore sempre a caccia di nuovi modi per complicarsi la vita. Cosa aspettarsi dal secondo anno di vita dell’antro? Di tutto, di più, verrebbe da dire ma mi trattengo. Un nuovo tema, un nuovo dominio, qualche innovazione grafica, il passaggio al multimediale, audio sicuramente, forse video (in fondo ora sono un broadcast journalist, quindi potrebbe anche essere giustificato). Molto altro, probabilmente. Sempre che riesca a trovare il tempo per farlo, chiaramente. Tanti auguri all’antro, tanti auguri ai suoi splendidi frequentatori e permettetemi anche qualche augurio al povero Apolide, che da quando le cose sembrano volgere al peggio ovunque sul globo terracqueo si è chiuso in una lunghissima sessione di meditazione-training autogeno per evitare di esplodere dalla rabbia ogni cinque minuti. In alto i cuori, oltre l’ostacolo e verso un futuro radioso! Troppo retorico, vero? Che ci volete fare, ho bisogno di una chiusa ma non me ne viene neanche una. Capita.

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