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Antonio di Pietro, Areva, Bettino Craxi, Gazprom, Giulio Tremonti, Partito Democratico, Popolo delle Libertà, Referendum, Roberto Maroni, Silvio Berlusconi

Dopo il pastrocchio immondo avvenuto nella penisola dei caciocavalli (con tutto il rispetto per i caciocavalli e chi li fa) forse è il caso di farsi qualche domanda scomoda. Ad esempio, perché noi liberali continuiamo imperterriti a farci del male da soli? Tutti peggio di Tafazzi?
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Tanto tuonò che piovve. Insomma, quella parte di paese che da ere geologiche continua pervicacemente a credersi sempre nel giusto, sempre bella, pulita, odorante di rosa e lavanda, tappandosi le orecchie, gli occhi e qualunque altro orifizio quando i propri compagni si comportano peggio di Ali Babà e dei suoi proverbiali quaranta comunisti, si è lanciata in festeggiamenti incredibili, seguiti da dichiarazioni tanto iperboliche quanto solo vaghissimamente collegate alla realtà su una supposta “rinascita” italiana.
Cavolo, a sapere che bastava calare le braghe per la miliardesima volta ai poteri forti ed assestare l’ennesima tafazziana bottigliata negli attributi alla povera Patria per causare tale miracolo, perché non lo facciamo ogni cinque minuti? Ma sì, dai, cosa vi costa, un referendum a settimana, così, sulla prima puttanata che ci passa in mente, tutti belli in fila alle urne e vai con l’obolo a Di Pietro, ai sinistri, agli amici degli amici. Loro sì che hanno stappato lo champagne quando hanno visto quanti poveri ebeti si erano recati alle urne per “difendere l’acqua pubblica”, “dire no al nucleare” e qualsiasi altra panzana gli avessero infilato in testa i prezzolati propagandisti che usurpano il nome di giornalisti in Itaglia. Non parliamo dei millemila politici trombati che si beccano centinaia di euro ogni volta che poggiano le auguste terga sulla cadrega della municipalizzata di turno o dei rimbecilliti raccomandati figli di che magari potranno sognare un bel posto al sole pagato dalle bollette sempre più salate imposte a tutti, votanti o no.
Visto che col sarcasmo non si è mai costruito granché di positivo, passiamo all’analisi. Non è stata una grande vittoria di nessuno. Ha vinto il meteo. Se fosse stato bel tempo, il quorum se lo scordavano. Soprattutto il fronte del sì ha vinto semplicemente scendendo il campo. Dall’altra parte della barricata si è preferito alzare bandiera bianca. Le ragioni di questo comportamento assurdo ci sono, sono ben evidenti anche se non particolarmente edificanti. Provvederò ad un sommario elenco, sicuramente incompleto.
- Al Cavaliere di queste norme abrogande fregava zero virgola. Come spiegato ampiamente da molti amici blogger, la “temutissima” norma cancella legittimo impedimento in realtà non cambia un bel niente. Mister B non dovrà che venirsene fuori con qualche altra pensata, fornita dai sempre presenti e pagatissimi azzeccagarbugli dai quali è perennemente attorniato, ed il gioco sarà fatto. Su acqua e nucleare, visto che, brutalmente, non ci guadagnerebbe niente, ha preferito sorvolare ed incassare punti facili tirandosi fuori dalla competizione.
- Il gioco del dinamico duo Fini-Casini è tanto evidente quanto miope. Pur di danneggiare Mister B e farsi belli coi poteri forti, sono andati a braccetto con i giustizialisti più infami ed i sinistri più malevoli. Loro pensano che l’elettorato di centro-destra sia in uno stato di semi-coscienza perenne, ma certe cose se le ricorda benissimo. E meno male che loro erano quelli bravi. Non parliamo poi del fatto che i loro protettori hanno interessi ben cospicui nella gestione dell’acqua e nell’energia. Un giornalista qualsiasi ci si potrebbe costruire la pensione, sputtanandoli un giorno sì e l’altro pure. Peccato che tale razza, in Itaglia, sia ormai completamente estinta. Le inchieste (Gabanelli docet) si fanno solo su commissione e per calcolo politico. Tutti impiegati, tutti a baciare pantofole. Tutti.
- La Lega ha fatto di tutto per far vincere il sì. Perché? Per la stessa ragione per la quale fa le barricate per evitare accorpamenti di comuni, province eccetera: poltrone. La parabola del movimento è ormai conclusa. La ex forza anti-sistema è diventata più realista del re e pensa solo ad accaparrarsi potere in vista del redde rationem, per accreditarsi come forza unica di governo in ambito locale. A Roma non si pensa, tanto con i voti rastrellati al nord, chiunque vorrà governare dovrà scendere a patti. Avendo lavorato qualche tempo alla “Padania”, le illusioni sui leghisti le avevo perse da tempo, ma la degenerazione morale dell’unico movimento veramente popolare sorto in Itaglia da svariati decenni non è un bello spettacolo. Tenetevi forte, il peggio deve ancora venire.
- Il nucleare non era stata una decisione strategica, quanto l’ennesima mossa tattica della sgangherata politica estera personalissima di Mister B. Putin non mi dà quello che voglio? Io vado con Sarkozy, che mi rompe le scatole da secoli con questa palla del nucleare e faccio un favore grosso come una casa ad Areva, impegnata in una lotta mortale con Westinghouse e Hitachi per piazzare quanti più reattori di terza generazione prima che qualcuno riesca a fare il salto verso la tanto agognata quarta. Ora Sarkò sembra sempre più traballante, Putin è di nuovo strapotente e non vuole sentir parlare di nucleare, minaccia serissima ai profitti di Gazprom, che tengono in piedi la sua baracca. Poi, sinceramente, vista l’offensiva in chiave anti-italiana portata avanti dai transalpini in Libia, per quale ragione difendere a spada tratta una scelta impopolare fatta solo per tenersi vicino un presidente di una nazione sempre più decisa a farci fuori dallo scenario del Vicino Oriente? Meglio incassare una falsa sconfitta, ridacchiando sotto i baffi e facendo un bello sgambetto ad Areva. Due piccioni con una fava, insomma.
- La cosiddetta liberalizzazione dell’acqua era stata una mossa estemporanea, fatta per evitare l’ennesimo deferimento alla corte di giustizia delle comunità europee (minuscole volute). La norma comunitaria “preferisce” la gara pubblica? Noi la mettiamo obbligatoria. Così a Bruxelles la piantano di fracassarci i cosiddetti. Chiaramente le gare pubbliche previste dalla legge comunitaria sono europee, il che vorrebbe dire l’entrata in campo di Veolia e Suez. Capita l’antifona, no? Meglio fare un favore a noi stessi e lasciare tutto com’è. Magari la prossima volta il gran capo ci butta fuori dalla lista e riusciamo a riciclarci in qualche bella municipalizzata. Primum vivere. Sempre alle spalle dei fessi, ovvio.
Ragioni ben chiare, opinabili, chiaramente, ma molto concrete. Il punto, però, è un altro. Ma noi liberali, con questo casino, cosa cavolo c’entriamo? Insomma, a questo punto continuare a pensare che Silvio Berlusconi ed i suoi siano sinceri liberali costretti dal destino avverso a mascherarsi da statalisti e portare avanti pedissequamente il programma di Bettino Craxi sembra veramente assurdo. Forse sarebbe il caso di ammettere che il Cavaliere non è altro che il più furbo dei socialisti – ed il più pericoloso, proprio perché con la sua presenza ha impedito attivamente la diffusione di quella sensibilità pro-mercato e liberista di cui questo disgraziato paese ha un assoluto ed impellente bisogno.
Il signor Silvio Berlusconi si era presentato come l’alfiere della rivoluzione liberale, sognata da tutti noi lib al cubo più o meno da quando abbiamo letto per la prima volta von Hayek. Ci siamo cascati come polli. In giro non c’era molto altro. Abbiamo pensato: sempre meglio della “gioiosa macchina da guerra di Occhetto e di quei delinquenti in toga delle procure”. Ed abbiamo votato entusiasti. Ribaltone. Traversata nel deserto. Disastri prodiani. La coltellata alla schiena di D’Alema. Il “migliorino” a passeggio con Nasrallah ed i macellai di Hizb Allah. Visto lo sfascio abbiamo votato ancora più convinti, anche se del liberalismo era rimasta ben poca cosa. Cinque anni di niente. Abbiamo rivotato. Nuovo caos sinistro. Abbiamo detto: “d’accordo, ma ora fai qualcosa di liberale”, con tono lamentoso, quasi patetico. Altri anni di nulla. Anzi, no, mi correggo. Altri anni di Bibì e Bibò, Maroni e Tremonti, due che dal liberalismo sono lontani anni luce, con il compagno Brunetta tutto dedito al miglioramento della macchina statale per renderla ancora più efficace nella limitazione delle nostre libertà e magari per preparare il terreno a nuove, gloriose nazionalizzazioni.
E noi liberali cosa facciamo, di fronte all’ennesima vittoria della reazione radical-chic, giustizialista e camussiana? Ci scagliamo contro il popolo bue, troppo stupido per capire che è stato intortato per l’ennesima volta da chi vuol finire di spolparlo ben bene. Al sottoscritto la macchietta di Tafazzi non ha mai fatto ridere, come gran parte delle cose pensate e fatte dai sopravvalutatissimi Aldo, Giovanni e Giacomo, ormai parodie di sé stessi dai tempi di “Su la testa”. Prenderla come modello di comportamento politico mi pare francamente aberrante. Questa sceneggiata napoletana era l’ennesima lotta di palazzo finanziata coi soldi di tutti, l’ennesima faida tra predoni di sinistra e ladri di galline di sinistra-destra, la lotta tra i petrolieri alla Moratti con gli spacciatori di pannelli fotovoltaici contro chi si era fatto ingolosire dalle promesse di Areva.
I problemi veri del paese sono ben altri e per quelli, statene certi, non ci sarà neanche un millesimo della sciagurata mobilitazione che avete visto in queste settimane (il sottoscritto, fortunatamente, ne ha colto solo qualche riflesso tramite il faccialibro). La questione però rimane aperta. Cosa fare? Cosa può e deve fare chi si dica liberale di nome e di fatto per non tradire i propri ideali e continuare a testimoniare con le azioni la propria visione di un paese finalmente e definitivamente libero? Si può ancora continuare a farci prendere per il naso da un signore che, chiaramente e non da ora, non sa più che pesci prendere? Si può ancora accettare di lasciare nelle mani di una banda di socialisti le sorti della Patria? Il grandissimo Otto von diceva che non c’è cosa più sconsolante di un partito dopo una sconfitta elettorale. Beh, amici miei, perché mai dovremmo essere abbacchiati? Questo referendum era l’ennesima lotta tra statalisti su come dividersi le poltrone. Visto il momento, penso che abbiamo cose ben più serie delle quali preoccuparci.
L’amica Giovanna Guercilena mi ha detto che noi liberali abbiamo una tendenza masochistica ormai dominante, che ci spinge sempre a cacciarci da soli in situazioni potenzialmente disastrose. Bene, forse sarebbe il caso di dare sfogo all’altro lato della medaglia. I caroselli, i grandi festeggiamenti non sono una dimostrazione di forza, quanto di estrema debolezza. L’apparato di potere, sinistro o destro poco importa, è sempre più affamato di denaro, poltrone, si regge su montagne di promesse fatte a milioni di ebeti che pensano davvero che il politico di turno potrà sistemarli tutti. I giochi non tornano più, la gente sta avendo il dubbio che non sarà tra gli eletti cui sarà concesso di fare la bella vita alle spalle dei fessi. E se c’è una cosa che fa andare in bestia l’italiota medio è il sentirsi un fesso. La reazione isterica causata da questo referendum ha messo involontariamente allo scoperto il tallone d’Achille della Spectre sinistra: le poltrone delle municipalizzate. Cosa vogliamo di più? Sono stati così idioti da farci vedere dove colpirli e causare il massimo danno. Tiriamo fuori il lato sadico. Picchiamo duro, facciamoli scannare tra di loro. E non prendiamocela troppo con quella manica di imbecilli che si sono recati alle urne. Parafrasando nonno Winston, faranno la cosa giusta solo dopo aver provato qualsiasi soluzione sbagliata. Ci vorrà tanta pazienza, ma alla fine vinceremo noi.
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Caro Apolide tu poni questioni senz’altro giuste ed interessanti.. io ti dico come la penso.
1. Le riforme liberali per ovvi motivi le può fare solo il centro-destra ma ovviamente non questo centro-destra. Di conseguenza se vogliamo quelle riforme e le vogliamo alla svelta e in modo radicale, perchè solo cosi possiamo sperare di salvarci, dobbiamo in ogni modo cambiare radicalmente il centro-destra che tradotto in italiano significa una volta per tutte fare piazza pulita di Berlusconi e della sua cricca. Quindi il punto numero 1 è far cadere per sempre Berlusconi e rinnovare radicalmente il partito partendo dal basso tramite le primarie. Se questo non avviene tutto il resto è inutile.
2. Una volta cambiate le facce occorre mettere a punto un programma credibile e le poche intelligenze rimaste nel centro-destra devono farsi avanti e spendere il loro knowhow e la loro autorevolezza, insomma devono mettersi in gioco, a cominciare dal grande Antonio Martino. Non ne posso più di vedere idioti come Cicchitto, Alfano, Mariestelle da Catanzaro, Bondi, veline, giornalisti leccaculo, .. gentaglia che un’azienda privata non assumerebbe nemmeno gratis… A casa! E largo a gente competente che nel partito e fra gli elettori certamente non manca!
3. Dopo facce e programma occorre cambiare radicalmente il modo di comunicare le proprie idee! Se un’azienda non vende non può dire che è colpa dei consumatori che non sanno scegliere.. ma deve lei darsi una mossa e andare incontro al consumatore… tradotto: quasi nessuno di quelli che hanno votato ieri aveva la benchè minima idea che l’acqua sarebbe comunque rimasta pubblica e non era oggetto di nessuna legge e di nessun referendum, di cosa sia il nucleare, che è la fonte più pulita e sicura in assoluto, che le rinnovabili non solo costano un sacco di soldi ma non potranno mai fornire energia se non in minuscola parte perchè ad es il sole non brilla di notte e il vento non soffia sempre, che il fotovoltaico non conviene nemmeno se i pannelli fossero gratis perchè solo il costo d’installazione lo rende diseconomico, che le rinnovabili ci stanno costando miliardi di euro in bolletta GARANTITI per legge (ma du questo verdi e compagnia non hanno obbiezioni) mentre i profitti garantiti per riparare le reti piene di buchi quelli invece non vanno bene perchè bisogna dar da bere agli assetati… Insomma qualcuno che parli in modo semplice e chiaro e che tutti possano capire al volo, che faccia presente le mille boiate degli ambientalisti… a parte l’ottimo Franco Battaglia nessuno lo ha fatto e poi ci si meraviglia che la gente non sa le cose…. Bisogna cominciare a non vergognarsi delle proprie idee!!! e a non cambierle ogni 5 minuti a seconda di come vanno i sondaggi! Bisogna spiegarle alla gente mettendoci la faccia e se il ministo che dovrebbe farlo non lo fa (quella mezza sega della Prestigiacomo) che si dimetta e se non lo fa che gli si tolga la delega seduta stante! Finchè il centro-destra non farà queste cose per quanto mi riguarda non è meritevole di governare e io non lo voterò mai… e siccome finora non le ha mai fatte io infatti non l’ho mai votato! Finalmente anche altri elettori moderati e liberali che si sono lasciati illudere adesso si sono stufati: se volete i nostri voti dovete guadagnarveli! non potete più vivere di rendita sperando che pur di non far vincere il centro-destra la gente vi sopporti ancora… Il tempo della pazienza è finito! Io se fossi un elettore del centro-destra (non lo sono perchè l’ho inquadrata già da tempo questa gentaglia) li inviterei a fare l’unica cosa positiva che possono fare: DIMETTERSI! E se rivogliono il loro posto sottoporsi a elezioni primarie, tutti dal primo all’ultimo!
Scrivendo animatamente mi sono dimenticato una cosa: ben venga l’esito del referendum se accelera la caduta di Berlusconi e il suo internamento in un centro di cura o meglio in una patria galera! Se non la capiscono con le buone ben vengano le cattive… vedrai che a forza di perdere si danno una svegliata! E poi ai fini pratici non cambia niente: tanto il nucleare da noi non l’avrebbero mai fatto comunque dato che il primo che passa per strada può bloccare investimenti da miliardi di euro senza che nessuno batta ciglio…
Si vabbé, qua si delira.
@LucaS
“ben vengano le martellate sui coglioni se accelerano la caduta di Berlusconi etc.”
Cioé, a parte prenderlo nel culo noi con l’esito referendario, ma dopo che cade Berlusconi, cosa cazzo facciamo?
CHI VA AL POTERE che sia anche leggerissimamente più liberale (o meno socialista) ?
Fini ?
Casini?
Bersani?
Vendola?
Di Pietro?
Tremonti?
Non c’è un cazzo di nessuno che sia socialista ad un livello pari a quello di Berlusconi che abbia la possibilità di guidare il paese. Sono tutti MOOLTO MOOLTO più socialisti.
Ragion per cui non vedo il giubilo nell’attendere che smette.
Se l’idea di noi liberali è come la mia: “Emigro e mi godo l’Italia che diventa lo Zimbabwe direttamente da una spiaggia alle Cayman” , allora va tutto bene.
Tanto peggio tanto meglio.
Se invece qualcuno intende ancora vivere qua, di certo non può fare certi ragionamenti
Benvenuto a libertyfighter. Comprendo il tuo dilemma, che è anche il mio.
Mister B è un socialista, gli altri sono molto peggio. D’accordissimo, nullissima quaestio.
Il problema è appunto nel capire come evitare di finire dalla padella nella brace ed accelerare il trasferimento di denaro e libertà dalle nostre mani in quelle degli amici degli amici dei soliti statalisti del cavolo.
E qui, chiaramente, le cose si fanno MOOLTO più complicate.
Parliamone, finché possiamo. Visti i tempi che corrono, bisognerà iniziare a temere di non poter più nemmeno parlare di un futuro diverso.
Una domanda a libertyfighter.
Secondo te chi fa più danni alle idee liberali (Stato più piccolo, libero mercato, libertà individuali), Vendola e Bersani, oppure il branco di imbecilli dell’attuale maggioranza?
Come ho già scritto, infinocchiare un popolo di ebeti come il nostro è semplicissimo. I sinistri però li conosco e li combatto, ma una destra che alza le tasse, alza la spesa pubblica, ti manda in casa la finanza e poi sta a te dimostrare che hai ragione, ti aumenta la benzina per sussidiare i musicanti e i cinematografari (manco Veltroni c’era arrivato), ti farà una patrimoniale (solo che la chiamerà in un altro modo), che obbliga il negoziante a segnalare al fisco le tue spese se ti compri un televisore e uno stereo, che cazzo vuole da me? Che comunque la difendo per paura che Bersani al governo … faccia le stesse cose? Maddai.
I liberali, quelli veri, si dovranno leccare le ferite per anni dopo il passaggio dell’Attlia di Arcore. Tutto da rifare, cazzo! Dieci anni buttati nel cesso. Proprio un bel capolavoro! Li avevamo votati e ci hanno affondato nella merda ancora di più, farò quel che posso perchè ci tengano compagnia! ‘Sti cialtroni farabutti …
X Libertyfighter:
1-Guardi che l’esito del referendum in concreto non cambia nulla! A seguito del referendum per 5 anni (mica per l’eternità) il nucleare non si potrà fare, ma lei pensava seriamente che in caso contrario si sarebbe fatto? Il nucleare non è una discarica per rifiuti è un investimento di miliardi di euro che dura almeno 50 anni… secondo Lei quale impresa sana di mente investirebbe questi soldi con le incertezze, le problematiche normative, le lungaggini burocratiche, la netta e quasi unanime opposizione dell’opinione pubblica che c’è da noi… Non sto dicendo che questo isterismo e queste inefficienze è giustificato, mi limito a dire che ci sono e chi deve investire lo mette debitamente in conto e sono abbondantemente sufficienti a far saltare gli investimenti! Per es. se inizi i lavori quasi certamente i manifestanti te li bloccano e nessuno interviene, i lavori ritardano facendo crescere i costi e allontanando i ricavi e magari i finanziatori non ti concedono più il prestito e cosi via… c’ho fatto un tesi su queste cose! L’unica cosa sacrosanta e che anch’io ho votato è stato spazzar via il legittimo impedimento! Tu ti chiedi quanto è liberale Berlusconi ma ti fai la domanda sbagliata! Lui probabilmente non sa nemmeno cosa significa visto che i miliardi li ha fatti corrompendo giudici, facendosi fare le leggi su misura per le sue aziende e cosi via, … Il suo programma politico è il seguente: non andare in galera e spremere più soldi possibile ai contribuenti fin che può! Io l’ho capito dal 94′, altri solo oggi (meglio tardi che mai), e alcuni ancora no come Lei (mi pare!)… ecco perchè è cosi urgente che Berlusconi vada via. Se non fosse convinto, oltre alle mille leggi che ha fatto per sottrarsi alla giustizia (di solito chi non ha scheletri nell’armadio non lo fa) basta che si legga un po di documenti su uno qualsiasi dei suoi processi… quelli i suoi giornalisti prezzolati non possono taroccarli.. Emergerà un quadro devastante: una persona priva del benchè minimo valore morale, il cui impero economico-finanziario si fonda esclusivamente sull’illegalità (non parlo di evasione fiscale che è quasi una necessità per tanti imprenditori che vogliono stare a galla.. ma di ben altro..) e che da premier ha portato avanti esattamente le stesse cose! Ad es. come può garantire più legalità uno che se ci fosse più legalità sarebbe in galera da anni? Come può garantire la concorrenza uno che fa i miliardi proprio perchè non c’è concorrenza e che ha pagato i giudici per estromettere i concorrenti… potrei farle mille esempi..
2-Quando si lamenta che non ci sono altri politici all’altezza sappia che non è un caso ! Come in economia i miglioramenti vengono se c’è concorrenza, non coi monopoli. Berlusconi non ha concorrenza per il semplice motivo che i deputati li nomina lui scegliendoli tra i suoi dipendenti, veline, ex giornalisti leccaculo, i suoi avvocati o tra gente che ha già processi in corso e dunque è ricattabile in modo da garantirsene la lealtà… In un partito normale sono gli elettori che scelgono e di gente in gamba credo ce ne sarebbe molta, meglio di questi qui moltissima! Sono molto più in sintonia con MauroLib.
E’ evidente che Berlusconi è andato avanti perché era l’unico che aveva la potenzialità per fronteggiare la “gioiosa macchina da guerra” di Ochetto e poi dei suoi “eredi”. Per questo è stato votato, fino alla disperazione; perché non aveva alternative per chi vorrebbe un’ Italia più libera, moderna e meno statalista. Ora sappiamo benissimo che le speranze erano mal riposte, ma ci troviamo peggio di prima. Non c’è una personalità libera che abbia una qualche speranza di vincere un’elezione. L’apparato di formazione del consenso della sinistra conservatrice che , pur esistendo, era nel 94 ancora rozzo, oggi è potentissimo e , pur nella sua evidenza, raffinato.
Che speranze ci sono? poche secondo me, solo aspettare che tutto vada a ramengo ( prima o poi uno stato che mortifica chi lavora veramente e va avanti solo a carte, chiacchiere ed autoreferenzialità non sta in piedi ).
Quando saremo a zero forse ci si renderà conto che bisogna fare di più e parlare di meno se si vuol crescere.( Se le mani non portano il cibo alla bocca il cervello muore)
Non so Oriana, a questo punto per una nuova destra italiana non so veramente che cosa immaginarmi. Forse le primarie. Giusto per dire qualcosa che mi viene in mente. Berlusconi ha veramente fatto tabula rasa.