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Foto scattata dall'androidphonino dell'Apolide a Dallas, Texas, Stati Uniti d'America.Invece di inchiodarmi alla tastiera e mettere giù la marea di pensieri che mi zigzagano nel cerebello, ho colto al volo l’occasione fornitami da un fedelissimo dell’antro che, visto il latitare del sottoscritto, ha ben pensato di dargli una manona. Ogni tentativo di imitazione sarà non solo ben accolto, ma festeggiato con tanto di hola apolide!

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D’accordo, la latitanza del sottoscritto si è prolungata oltre ogni limite ragionevole ed immaginabile, ma da quando sono rientrato nella “perfida Albione” ho avuto una settimanella niente affatto semplice. Della serie, tirare avanti per evitare di crollare dal sonno per poi schiantarsi a tradimento sul letto ogni volta che si apre WordPress per fare il post del giorno. Insomma, ora capisco cosa voglia dire cercare di integrare l’opera di giornalista online con una vita “normale”, fatta di lavoro, commuting, straordinari ed imprevisti del caso. Ora rispetto ancora di più chi riesce a fare entrambe le cose senza mollare il colpo. Il sottoscritto, per ora, deve ancora applicarsi parecchio.

Passiamo a bombazza all’articolone del giorno, una specie di mini-saggio quasi pedagogico ad opera di Leonard E. Read, fondatore ed animatore fino alla sua morte nel 1983 della Foundation for Economic Education, istituzione meritoria che cerca di promuovere una visione dell’economia basata sulla libertà e non sulla ricerca di prebende e contributi pubblici. Il saggio è un vero e proprio classico della letteratura economica liberal-libertaria e si chiama “I, pencil”, ovvero “Io, la matita”. Non perdo tempo a descriverlo o commentarlo: è talmente preciso e ben scritto che non ha bisogno certo delle mie piccole smargiassate commentatorie. Nota di amplissimo ringraziamento all’amico MauroLIB, pasdaran dell’antro ad honorem in saecula saeculorum il quale, bontà sua, di fronte all’assenza parzialmente ingiustificata del sottoscritto ha ben pensato di girargli una traduzione fatta ad uso e consumo delle proprie figlie. Due brevissime note a margine: MauroLIB candidato d’obbligo a “padre dell’anno” per questo slancio pedagogico di un’efficacia mostruosa; grandissima invidia per le figlie in questione – con un genitore del genere, sicuramente cresceranno sane e dritte con valori e punti di riferimento precisi, invece di doverseli trovare da soli una volta cresciuti come gran parte di noi è stata costretta a fare.

Vi lascio alla lettura del saggio, promettendovi che entro domani mi dedicherò assolutamente alla scrittura della parte seconda delle croniche texane dell’Apolide, a costo di autoflagellarmi in caso di deviazione della media o tergiversazioni varie. Giurin giuretto. .

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IO, LA MATITA
Leonard E. Read
Originale (in inglese): Foundation for Economic Education
Traduzione in italiano: MauroLIB

Sono una matita da scrittura, la matita di legno ordinario familiare a tutti i ragazzi e le ragazze e gli adulti che sanno leggere e scrivere. Scrivere è sia la mia vocazione e il mio hobby, è tutto quello che faccio.

Vi chiederete perché dovrei scrivere la mia genealogia. Beh, per cominciare, la mia storia è interessante. E, poi, io sono un mistero, forse più di un albero o un tramonto o anche un lampo di luce. Ma, purtroppo, chi mi usa mi da per scontata, come se fossi un mero incidente senza storia. Questo atteggiamento arrogante mi relega al livello di luogo comune. Si tratta di una specie di grave errore in cui l’umanità non può persistere troppo a lungo senza pericolo. Infatti, il saggio G.K. Chesterton ha osservato: “Stiamo morendo per mancanza di meraviglia, non per mancanza di meraviglie.”

Io, Matita, semplice come appaio, merito la vostra meraviglia e stupore,
un‟affermazione che cercherò di dimostrare. In realtà, se potete capirmi – anche se è troppo pretenderlo da tutti – se ci si può rendere conto del miracolo che io simboleggio, forse si può contribuire a salvare la libertà che il genere umano sta purtroppo perdendo. Ho una profonda lezione da insegnare. E posso insegnare questa lezione meglio di quanto possa un’automobile o un aereo o una lavastoviglie meccanica. Perché? Beh, perché io sono apparentemente così semplice.

Semplice? Eppure, non una sola persona sulla faccia di questa terra sa come costruirmi. Sembra fantastico, non è vero? Soprattutto quando ci si rende conto che ci sono circa un un miliardo e mezzo di matite della mia specie prodotte negli USA ogni anno. Prendimi e osservami. Che cosa vedi? Niente di emozionante – c‟è un po‟ di lacca legno, l’etichetta stampata, grafite, un po ‘di metallo, e una gomma.

Così come non è possibile ricostruire il tuo albero genealogico molto indietro, così è impossibile per me dare un nome e spiegare tutti i miei predecessori. Ma vorrei farvi notare la ricchezza e la complessità del mio background. Il mio albero genealogico inizia con quello che in realtà è un albero, un cedro del grano che cresce nel nord della California e in Oregon. Ora pensate a tutte gli attrezzi da taglio, i camion, le corde e gli attrezzi utilizzati per la raccolta e il trasporto dei tronchi verso il raccordo ferroviario. Pensate a tutte le persone e le competenze innumerevoli che occorrono per la mia creazione: l’estrazione del minerale, la realizzazione di acciaio e la sua rifinitura in seghe, asce, motori, la coltivazione di canapa e il trasporto e tutte le fasi di trasformazione in corde forti e robuste; i campi di dove alloggiano i lavoratori con i loro letti e sale mensa, la cucina e la conservazione di tutti gli alimenti. Perché, migliaia e migliaia di persone hanno una tazza in mano e devono dissetarsi! I tronchi vengono spediti in una segheria a San Leandro, in California. Potete immaginare le persone che costruiscono i carri pianale e le rotaie della ferrovia e i motori e tutti coloro che devono installare gl‟impianti di comunicazione? Questi eserciti sono tra i miei antenati.

Pensate alle segherie di San Leandro. Il tronchi di cedro vengono tagliati in piccole stecche per matite di lunghezza inferiore a un quarto di pollice di spessore. Queste sono essiccate e poi colorate come una donna si mette il rossetto. La gente preferisce che io sia carina, non di un bianco pallido. Le stecche sono cerate ed essiccate di nuovo. Pensate a quante specializzazioni sono richieste nella fabbricazione della tinta, nel funzionamento delle fornaci, nella fornitura del calore, della luce e della corrente elettrica, per registrare le cinghie di trasmissione, i motori, e tutto ciò che occorre in una segheria. Anche gli spazzatori di segatura tra i miei antenati? Sì, e sono inclusi gli uomini che hanno versato il calcestruzzo per la diga della Pacific Gas & Electric Company che fornisce l‟energia alla segheria! Da non trascurare i prossimi e lontani antenati che hanno una mano nel trasporto vagoni di stecche per tutta la nazione (sessanta vagoni per convoglio).

Quattro milioni di dollari in macchinari e costruzioni, tutto il capitale accumulato col risparmio dai miei parsimoniosi creatori – a ogni stecca vengono incise otto scanalature da una macchina complessa, dopo di che un’altra macchina fissa conduce ogni stecca in alto, si applica la colla, e piazza un‟altra stecca in cima a un cavo guida avvolgente, a sandwich, per così dire. Io e sette miei fratelli veniamo ricavati da questo sandwich di “legno imbottito”. La mia sezione interna non contiene piombo, è piuttosto complessa. La grafite viene estratta a Ceylon [Sri Lanka]. Considerate questi minatori e coloro che si occupano di altre attività, i responsabili dei sacchi di carta in cui viene spedita la grafite e quelli che fanno la stringa che lega i sacchi e coloro che li mettono a bordo di navi e quelli che fanno le navi. Anche i guardiani del faro, lungo la rotta, i marinai e i lavoratori del porto, tutti hanno contribuito alla mia nascita.

La grafite è mescolata con l’argilla del Mississippi in cui viene utilizzato idrossido di ammonio nel processo di raffinazione. Poi vengono aggiunti agenti umidificanti, come solfonati, grassi di sego animale che reagisce chimicamente con acido solforico. Dopo aver attraversato numerose macchine, la miscela appare finalmente come un‟estrusione continua, come da un macina-salsiccia, tagliata a misura, asciugata e cotta per diverse ore a 1.850 gradi Fahrenheit. Per aumentare la sua forza e la scorrevolezza, dei cavi vengono quindi trattati con una miscela di cera calda che comprende cera candelilla dal Messico, paraffina, e grassi idrogenati naturali.

Il mio cedro riceve sei mani di vernice. Sapete tutti gli ingredienti della lacca? Chi avrebbe mai pensato che i coltivatori di semi di ricino e le raffinerie di olio di ricino facessero parte di questo processo? Lo sono. Perché, anche i processi attraverso i quali la lacca diventa di un bel giallo coinvolgono le competenze di più persone di quante si possano elencare! Osservate l’etichettatura. Questa è una pellicola che si forma mediante l’applicazione di calore al nerofumo mescolato con resine. Come si fa a fare le resine e che cosa, di grazia, è nero di carbonio? Il mio pezzo di metallo del puntale è in ottone. Pensate a tutte le persone che lavorano nelle miniere di zinco e rame e coloro che hanno le competenze per fare un foglio in ottone lucido da questi prodotti della natura. Questi anelli neri sul mio puntale sono nichel nero. Qual è il nichel nero e come si applica? La storia completa del perché il centro del mio puntale non ha nichel nero prenderebbe altre pagine di spiegazione.

Poi c’è il mio fiore all’occhiello, volgarmente chiamato “spina”, la parte che l’uomo usa per cancellare gli errori che fa con me. Un ingrediente chiamato “posticcio” è ciò che permette di cancellare. Si tratta di un prodotto gommoso prodotto dalla reazione di olio di colza delle Indie orientali olandesi [Indonesia] con cloruro di zolfo. La gomma, contrariamente alla nozione comune, è usata solo per casi molto particolari. Poi ci sono numerosi agenti di vulcanizzazione e acceleratori della reazione. La pomice, che viene dall’Italia, e il pigmento che dà il colore alla “spina” è solfuro di cadmio.

C’è qualcuno che vuole sfidare la mia affermazione precedente che nessuna singola persona sulla faccia di questa terra sa come costruirmi? In realtà, milioni di esseri umani hanno avuto un ruolo nella mia creazione, ciascuno dei quali conosce al massimo pochissimi altri. Ora, si può dire che vado troppo in là, che mettere il selezionatore di bacche di caffè in Brasile in relazione alla mia creazione è una posizione estrema. Io però sono fermo nella mia affermazione. Non c’è una singola persona in tutti questi milioni di persone, incluso il presidente della società che produce matite, che contribuisce per più di un piccolo, infinitesimale pezzetto di know-how. Dal punto di vista del know-how, l’unica differenza tra i minatori di grafite a Ceylon e il taglialegna in Oregon è nel tipo di know-how. Né il minatore, né il il boscaiolo può farne a meno, così come il chimico presso il suo impianto o il lavoratore nel campo petrolifero, essendo la paraffina un sottoprodotto del petrolio.

Ecco l’incredibile fatto: né il lavoratore nel giacimento di petrolio, né il chimico, né lo scavatore di grafite o di argilla, né chi fa navi o treni o camion, né chi gestisce la macchina che fa la zigrinatura sul mio pezzetto di metallo, né i presidenti delle aziende coinvolte, fa il suo lavoro perché mi vuole. Ognuno mi desidera meno, forse, di un bimbo delle elementari. Possono essercene alcuni, fra questa vasta moltitudine che non hanno mai visto una matita né sanno come usarne una. Io non c’entro con le loro motivazioni a fare quello che fanno. La spiegazione è questa: ognuno di questi milioni di persone capisce che può scambiare il suo ristretto know-how per beni o servizi che desidera. Io posso essere tra questi desideri oppure no.

C’è un fatto ancora più sorprendente: l’assenza di una mente organizzatrice, che detta a qualcuno o orienta forzatamente queste innumerevoli azioni che genereranno la mia creazione. Nessuna traccia di una tale persona o organizzazione può essere trovata. Invece, troviamo la Mano Invisibile al lavoro. Questo è il mistero a cui prima ho fatto riferimento.

E’ stato detto che “solo Dio può fare un albero.” Perché siamo d’accordo con questo? Perchè ci rendiamo conto che non saremmo in grado di farlo. Anzi, non possiamo neanche descriverlo se non in termini superficiali. Possiamo dire, per esempio, che una certa configurazione molecolare si manifesta come un albero. Ma potremmo tracciare e registrare i continui cambiamenti nelle molecole che avvengono nella durata della vita di un albero? Tale impresa è del tutto impensabile!

Io, matita, sono una combinazione complessa di miracoli: un albero, zinco, rame, grafite, e così via. Ma ai miracoli che si manifestano in natura se ne aggiunge uno altrettanto straordinario: l’organizzazione delle energie creative dell’uomo, milioni di minuscoli know-how prendono forma naturalmente e spontaneamente, in risposta alla necessità umana e ai suoi desideri, e in assenza di qualsiasi piano architettato! Dal momento che solo Dio può fare un albero, insisto sul fatto che solo Dio mi può creare.

Un uomo solo non può dirigere queste azioni tanto quanto non può mettere insieme le molecole per fare un albero. Quanto sopra è quello che volevo dire quando affermo: “Se riesci a capire il miracolo che io simboleggio, puoi contribuire a salvare il genere umano e la libertà che sta purtroppo perdendo.” Perché se si è consapevoli che questi pezzettini di know-how in modo naturale, si dispongono in schemi creativi e produttivi in risposta alle umane necessità in assenza di imposizioni governative o piani “architettati dall’alto”, allora sarai in possesso di un ingrediente assolutamente essenziale per la libertà: la fede negli uomini liberi. La libertà è impossibile senza questa fede.

Una volta che il governo ha avuto un monopolio di una attività creativa, come, per esempio, la consegna della posta, la maggior parte degli individui ritiene che la corrispondenza non si possa consegnare efficacemente attraverso uomini che possono agire liberamente. Il motivo è presto spiegato: ognuno riconosce che egli stesso non saprebbe come organizzare tutte quelle attività che ci vogliono per consegnare la posta. Egli riconosce inoltre che nessun altro individuo potrebbe farlo. E questa ipotesi è corretta. Nessun individuo possiede sufficiente know-how per effettuare la consegna della posta di una nazione non più di quanto qualsiasi persona abbia sufficiente know-how per fare una matita. Ora, in mancanza di fede negli uomini liberi e nella consapevolezza che milioni di minuscoli know-how dovrebbero organizzarsi all‟unisono per soddisfare questa necessità, l’individuo non può che giungere alla conclusione erronea che la posta sia consegnabile solo da agenzie governative che hanno “architettato” dall‟alto questo piano organizzativo. (NdT: possiamo sostituire la posta, con le ferrovie, la scuola, l’energia elettrica, le strade etc. etc.)

Se io, matita, fossi l’unico oggetto che potesse offrire una testimonianza su ciò che uomini e donne possono ottenere quando sono liberi di agire, per quelli che non hanno fede nella libertà d‟azione, questo sarebbe un buon motivo per dirsi dalla parte del giusto. Tuttavia, vi è abbondanza di esempi; ce li abbiamo continuamente sotto gli occhi. La consegna della posta è estremamente semplice se paragonata, ad esempio, alla realizzazione di un’automobile o di una macchina calcolatrice o un miscelatore di composti o una fresatrice o decine di migliaia di altre cose. E sui tempi di realizzazione? Perché, laddove gli esseri umani sono stati lasciati liberi di provare e sperimentare, la voce umana viaggia nel mondo in meno di un secondo? Oppure puoi vedere qualcosa che succede dovunque a casa tua alla velocità della luce? O trasportare 150 passeggeri da Seattle a Baltimora in meno di quattro ore? O portare il gas dal Texas agli altoforni dello stato di New York a costi bassissimi e senza sovvenzioni del contribuente? Oggi si consegnano quattro libbre di petrolio dal Golfo Persico alle nostre piattaforme di raffinazione dell‟Est (mezza circonferenza terrestre) a costi minori di quelli che spende il governo per consegnare una lettera all‟altro capo della strada!

La lezione che ho da insegnare è la seguente: togliamo il guinzaglio alle energie creative degli esseri umani. Semplicemente lasciamo che la società di organizzi ad agire in armonia con questa lezione. Lasciamo che l’apparato legale della società rimuova più barriere possibili. Permettiamo a questi milioni di know-how di fluire liberamente. Abbiate fede che uomini e donne liberi risponderà alla mano invisibile. E questa fiducia verrà ripagata. Io, Matita, apparentemente semplice come sembro, vi offro il miracolo della mia creazione come testimonianza che questa è una fede pratica, pratica come il sole, la pioggia, un albero di cedro o la buona terra.

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