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Foto trovata su segnalazioni.blogspot.comLa commistione tra socialismo e una visione distorta e subdolamente travisante della religione cristiana è forse uno dei mali più grandi della nostra epoca. Peccato che, anche su un argomento tanto serio, non si riesca ad andare oltre al muro contro muro e alla lotta a chi urla più forte.

Aver scelto di parlare di un argomento tanto spinoso ed attuale come l’indecente commistione di politiche sinistre, stataliste ed anti-liberali e la perversione (IMHO, sia ben chiaro) di precetti religiosi alla base del Cristianesimo è forse una delle scelte più infelici compiute dal sottoscritto e dalla sua parte (ogni tanto) più seria da quando abbiamo deciso di aprire questo piccolo angolo dedicato al libero pensiero e al libero commento.

Perché sarebbe infelice? Forse perché l’argomento non è attuale o importante? Certo che no, anzi, difficile trovare un argomento più attuale di questo, specialmente se si pensa all’uso criminale della religione portato avanti da gente come il profeta del Nulla e gli altri semi-furbi che, credendo di portare acqua al proprio mulino, gli dnno spago. La scelta è complicata proprio perché l’argomento è immenso e, se mi mettessi ad affrontarlo sul serio, finirei per scrivere per ore e produrre un risultato comunque deficitario sotto quasi tutti i punti di vista.

A questo punto, quindi, lascio ancora la palla a voi, invitandovi a leggere l’interessante articolo che Peter Wehner ha pubblicato sull’altrettanto stimolante rivista a stelle e strisce “Commentary” (con tutte le belle riviste ed i libri che si pubblicano oltreoceano, bisognerebbe davvero avere le giornate di 48 ore per rimanere aggiornato). Spero che la discussione nei commenti riesca ad essere leggermente più produttiva del solito, stanco scambio di accuse infamanti e del muro contro muro che si vede ogni qual volta si cerchi di parlare di questioni legate alla fede ad orari non da lupi mannari

Tanti auguri e, mi raccomando, usate quella carità e moderazione cristiana che dovremmo dimostrare di avere tutti, giorno dopo giorno, anche quando pestate le dita sulla tastiera scrivendo i vostri commenti. Buon commento z tutti

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Jim Wallis ed i pericoli dell’eresia
Peter Wehner
Originale (in inglese): Commentary
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Una coalizione di leader cristiani di sinistra — tra i quali Jim Wallis, Shane Claiborne, Ron Sider, Joel C. Hunter e Tony Campolo — ha comprato un’intera pagina dell’edizione di lunedì scorso del quotidiano “Politico”, intitolandola “Cosa taglierebbe Gesù?” (la storia la potete trovare qui).

Ora, gran parte della pagina non è offensiva. Argomenta che il Cristianesimo ci insegna che il test della moralità di una società è come tratta i poveri. Insiste che il nostro budget non dovrebbe essere portato in pareggio a spese dei più vulnerabili e difende i programmi che combattono le malattie epidemiche. Su alcune di queste questioni, sarei anche d’accordo con i firmatari; con altre proprio per niente. Ma dove la pagina pubblicitaria va oltre il lecito è proprio nel titolo-slogan “Cosa taglierebbe Gesù?”.

Verrebbe da dire la Planned Parenthood (associazione -a delinquere, secondo il sottoscritto- che, con la scusa di promuovere la procreazione “programmata” ha commesso il genocidio più immane a memoria d’uomo, massacrando centinaia di milioni di esseri umani non ancora nati in America e a giro per il mondo – tanto per non menare il can per l’aia e dire le cose come stanno, sempre IMVHO ndApo), ma lasciamo perdere questo argomento. Quello che stanno facendo questi leader cristiani cosiddetti “progressisti” è lo stesso errore di alcuni nella cosiddetta “destra religiosa”, ovvero di far finta che le Sacre Scritture possano essere ridotte ad una piattaforma per governare il mondo di oggi. (In questo caso ci viene chiesto di immaginarci Gesù Cristo come un sinistro, amante della spesa pubblica, direttore dell’Ufficio del Bilancio). La tentazione delle persone di fede politicamente attive è quella di semplicemente collegare i puntini, affermando poi che certi principi biblici evidentemente si traducono in certe scelte politiche precise.

Jim Wallis ha fatto questo errore sulla riforma del welfare. Era un critico feroce di questa riforma, ammantando il tutto con la necessità di prendersi cura dei deboli e dei vulnerabili. Non importa che la riforma del welfare è tra le riforme sociali più umane dell’ultimo mezzo secolo e che le previsioni di Wallis erano ridicolmente sbagliate. A metà degli anni ’90, comunque, non ci è stato risparmiato il sermone che affermava come Gesù, visto che era sempre dalla parte dei poveri, si sarebbe opposto alla riforma del welfare.

Le Sacre Scritture ci forniscono un canovaccio morale che le persone possono usare per dibattere su alcune scelte di policy specifiche. Su alcune questioni, come il genocidio o la tratta degli schiavi, la posizione cristiana “corretta” potrebbe essere ovvia (anche se non è sempre chiaro quali politiche dovrebbero essere portate avanti per combattere questi mali). Ma nell’amplissima maggioranza dei casi, e sicuramente quando si parla del bilancio federale, le questioni di cui discutiamo si basano su giudizi prudenti a proposito di priorità in conflitto. Far finta che il Gesù del budget avrebbe visto di buon occhio il livello delle spese discrezionali attuali, invece che, ad esempio, quelle del 2008 sembra quasi offensivo.

Lo studioso di etica cristiana Paul Ramsey ha scritto che “l’identificare l’etica sociale cristiane con alcune proposte partigiane specifiche che evidentemente non sono le uniche che potrebbero essere definite o cristiane o moralmente accettabili si avvicina al significato originale del Nuovo Testamento di eresia”.

Questo è quanto Wallis ed i suoi amici stanno facendo. Sostenere che la loro forma di politica di sinistra avrebbe il sostegno di Gesù — per poi fare il passo logico successivo, ovvero che chi vuol riportare i livelli di spesa al giorno prima dei pacchetti di stimolo sta contraddicendo gli insegnamenti di Nostro Signore — è tanto arrogante quanto dannoso. Riduce la fede ad una semplice arme politica. Nel loro zelo partigiano, questi leader cristiani stanno gettando discredito sulla stessa fede che dicono di difendere.

Paul Ramsey aveva ragione (sono tutti degli eretici ndApo).

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