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Foto trovata su degreesofmoderation.blogspot.comChe il 2011 sia il nuovo 1848 sono in diversi a domandarselo. Una cosa è certa, il fermento in tutto il mondo è percepibile da tutti, tranne i soliti sinistrati malati d’ideologia. Oggi a Madison si combatte una battaglia cruciale contro i sindacati. Mamma Maggie, ne sono certo, sorride.

Ogni qual volta che l’Apolide può parlare della sua patria ideale, gli Stati Uniti d’America, un sorriso ebete gli si dipinge in faccia. Sebbene non vi abbia mai messo piede, se pensa ad un posto sul globo terracqueo che potrebbe chiamare con orgoglio la sua vera patria, non può che pensare alla grande nazione nordamericana. A parte l’affetto ed il vero amore, quello che gli riempie gli occhi di lacrime quando sente “God bless America”, il vero inno americano, la comunanza tra i suoi principi ed i valori fondanti dell’Unione fanno il resto, rendendolo quantomai partecipe alle vicende che stanno scuotendo il gigante malato dalle fondamenta.

Oggi, nel pacioso stato del Midwest del Wisconsin, ancora in festa per la vittoria del Superbowl da parte dei Green Bay Packers, squadra che per molti incarna il vero spirito della “flyover country”, è in atto uno scontro mortale tra le forze della reazione, del totalitarismo e del più bieco statalismo e il disparato ma poderoso esercito dei patrioti, di quei “contadini yankee” che più di una volta hanno rotto le corna ai peggiori dittatori di mezzo mondo. Terreno di battaglia, come al solito, i portafogli della brava gente che lavora, fatica ed ambirebbe godersi i frutti della propria professione.

Come spiegato nel post di ieri, l’oggetto del contendere non è certo la richiesta di Scott Walker e della pattuglia di senatori del GOP trascinati al potere dal lavoro incredibile dei cugini dei Tea Parties locali di aumentare i contributi a carico dei dipendenti pubblici ai loro fondi pensione e alle proprie assicurazioni mediche. La cosa che ha fatto andare su tutte le furie i sinistrati è la fine della contrattazione collettiva per i dipendenti pubblici, atto che, una volta passato, renderebbe inutili le associazioni a delinquere conosciute come sindacati. Obambi ed i democratici, che ormai hanno solo gentaglia come la SEIU o la UAW a pagargli i conti, hanno reagito con tutta la violenza della bestia agonizzante. Il livello di violenza reale, minacciata e mediatica impiegato è stato veramente mostruoso, tale da far sembrare il gran can-can montato ad arte per le bunga-bungate di Mr. B una tempesta in un bicchier d’acqua.

Il sottoscritto, visto che vuole da sempre tanto bene alla mamma, sia quella vera che quella politico-spirituale, ha sempre considerato i sindacati la fonte di ogni male possibile ed immaginabile, la bestia immonda da schiacciare sotto il tacco dei Giusti, come il serpente biblico. Mamma Maggie trascinò a forza il Regno Unito alla vita solo dopo aver disintegrato la masnada di predoni e tagliagole che teneva in ostaggio un intero paese. Gli amici del Tea Party USA hanno imparato la lezione e, come primo atto di gratitudine, hanno richiesto ai propri rappresentanti nelle istituzioni di attaccare al cuore il nemico vero, assestandogli da subito il colpo di grazia. La reazione isterica della sinistra dimostra che hanno visto giusto. Una volta tolto di mezzo l’abominio della contrattazione collettiva, l’intero castello di carte della sinistra crollerà di colpo, liberandoci per sempre dalla sua nefasta influenza.

Ecco la lezione che in Italia ed in Europa nessuno ha il coraggio di applicare. Il sindacalismo ideologico e truffaldino sta mandando in rovina un’intera civiltà, ricattando tutto e tutti pur di non scalfire la montagna di privilegi da ancien regime sui quali i sinistri costruiscono la propria empia esistenza. L’obiettivo non può che essere proprio la maledetta contrattazione collettiva, strumento di estorsione sistematica che i delinquenti di cui sopra usano spesso e volentieri per carpire i soldi dai nostri portafogli. Coi sindacati non vi può essere alcun entente cordiale o meno. Vanno semplicemente eliminati, cancellati dalla faccia della terra. Al posto loro, sorgeranno soggetti diversi, più agili, su base industriale, veramente diretti ad aiutare i lavoratori e le imprese a trovare accordi in grado di garantire la prosperità di entrambi, senza creare catafalchi mostruosi in grado di influenzare un bel cavolo di niente e nessuno in saecula saeculorum.

Il sottoscritto incrocia le dita e si augura che oggi, a Madison, nel non tanto ridente (causa mostruoso debito) stato del Wisconsin, ci siano tantissimi patrioti pronti a difendere la sacrosanta legge proposta dal governatore Scott Walker. In campo sono scesi quasi tutti i gruppi che appoggiano il movimento dei Tea Parties, dagli amici di FreedomWorks ai fratelli di Tea Party Patriots, da American Majority agli Americans for Prosperity. Si annuncia una di quelle giornate da marcare a fuoco sul calendario della Storia, quella con la maiuscola bene in evidenza. La sinistra non può fare di più di quanto non stia già facendo, a parte iniziare ad ammazzare, cosa che purtroppo non escludo affatto. Ieri come oggi, la violenza sarebbe il segnale del prossimo trionfo. Nel 1985 fu mamma Maggie a trionfare, oggi sarà il popolo americano. Amici, fratelli, patrioti, il nostro cuore è con voi. Stay strong, stay safe, stay vigilant. United we stand, across the seas. Sooner or later, we the People shall prevail.

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“Vincere il futuro” significa vincere a Madison
Mike Flynn
Originale (in inglese): Big Government
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Ora inizia la battaglia vera.

Da un bel pezzo si è capito che le elezioni del 2010 erano solo l’inizio della lotta per invertire l’attuale declino dell’America. Ci vorranno almeno due o tre cicli elettorali per correggere decenni di pessime decisioni politiche. Non stiamo guardando il fondo dell’abisso fiscale per colpa di una singola decisione o evento, ma a causa di dozzine, se non centinaia, di decisioni sbagliate fatte da politici incostanti che hanno capitalizzato al massimo il fatto che il pubblico americano in gran parte non era molto interessato alla politica. Alla fine, queste decisioni hanno creato un’ampia classe politica che vive del frutto del lavoro degli altri.

Quando un’impresa vuol aumentare i suoi guadagni futuri, in qualche modo deve trovare nuovi mercati e vendere più unità del suo prodotto. Per la classe politica vale lo stesso principio, solo che i loro mercati e prodotti sono i servizi offerti dal governo. Come risultato, ogni anno, i sindacati del settore pubblico spendono decine di milioni di dollari facendo pressioni per l’aumento delle dimensioni del governo e riempiendo i forzieri elettorali di quei politici che si dimostrano disponibili ad accettare le loro richieste. Oltre all’aumento delle dimensioni del governo, sono riusciti ad assicurarsi stipendi di gran lunga superiori a quelli del settore privato, una sicurezza quasi assoluta del posto di lavoro e la possibilità di andare in pensione a 50 anni con un reddito pensionistico garantito e copertura sanitaria a vita. Tutto pagato da noi, chiaramente. Al contrario dei sindacati del settore privato, ogni dollaro che finanzia le paghe dei dipendenti pubblici, le loro pensioni ed i vari benefits vengono direttamente dalle nostre buste paga.

In altre parole, abbiamo creato un’enorme lobby finanziata dai contribuenti il cui unico scopo è quello di sconfiggere ogni tentativo di porre sotto controllo la spesa pubblica. Come dice il proverbio, abbiamo visto il nemico e, sebbene non siamo direttamente noi, lo stiamo finanziando.

Ecco perché la battaglia politica in corso in Wisconsin è critica.

Fino a quando i sindacati del settore pubblico manterranno un monopolio quasi totale sulle decisioni di spesa dei governi, non saremo mai in grado di sistemare i conti dello stato. Spezzare questa presa mortale non basterà a far tornare un poco di buonsenso nelle materie fiscali, ma è un primo passo necessario.

Se avete qualche dubbio sull’importanza dello scontro in Wisconsin, basta vedere come ha reagito la sinistra. La proposta del governatore Walker non fa altro che chiedere ai dipendenti pubblici di contribuire di più al loro fondo pensione e pagare circa il 12% dei premi delle loro assicurazioni mediche. Inoltre, vieterebbe la contrattazione collettiva per gran parte dei dipendenti pubblici, decisione che colpirebbe più i capi dei sindacati che i membri semplici. Proprio per questo sarebbe una misura importante per evitare il precipitare di una futura crisi fiscale.

Per questo, decine di migliaia di insegnanti delle scuole pubbliche si sono dati malati. Erano così tanti che centinaia di scuole in tutto lo stato del Wisconsin sono rimaste chiuse per giorni. Hanno arruolato a forza bambini in età scolastica come manifestanti coatti, sebbene molti di loro non capissero per cosa stessero protestando (sul serio, ma questi sinistri si dividono lo stesso cervello bacato in tutto il mondo? Chiamate qualche ricercatore, sento puzza di premio Nobel ndApo). Hanno fatto cartelli nei quali si assimila il governatore ad Hitler e chiamato i repubblicani ‘nazisti’. Diversi senatori del GOP hanno ricevuto multiple minacce di morte. Quando tutto questo fracasso non è stato sufficiente a fermare la proposta di legge, i loro alleati nel senato statale hanno semplicemente abbandonato lo stato per far mancare il numero legale ed evitare un voto.

Ora, il presidente Obama sta valutando se appoggiare i sindacati e l’associazione nazionale democratica Organizing for America (gli ultimi obamioti rimasti sulla faccia della terra, fuori dall’Europa infelix ndApo) sta aiutando a coordinare le proteste dei sindacati. Il complesso industriale sinistra-mediatico darà ai sindacati la massima copertura per aumentare a dismisura la pressione sui coraggiosi senatori repubblicani. Fino a pochi anni fa, tutto questo sarebbe stato sufficiente ai sindacati per averla vinta. Oggi, non basta più.

Ora siamo scesi in campo noi, il popolo.

Dobbiamo vincere questa battaglia. I democratici sono un partito da barzelletta – hanno appena tenuto una conferenza stampa al Campidoglio contro i tagli alle spese, illustrando il tutto con un cartone di un formichiere (sarebbe stato più opportuno un mega-tapiro, ma questi sinistrati non brillano certo per fantasia o arguzia ndApo). Il GOP è migliore, ma assomiglia a quei soldati traumatizzati che tornano in trincea. Sì, sono tornati in battaglia, ma sono ancora tremanti ed incerti. Hanno bisogno di supporto e copertura. Quando un politico come il governatore Walker coraggiosamente esce dalla trincea per primo, dobbiamo correre ad aiutarlo. Se lo faremo, tanti altri lo seguiranno all’assalto.

Domani a Madison (capitale del Wisconsin ndT), ci sarà un incontro di patrioti, organizzato dai capacissimi ragazzi dell’American Majority. Andateci, se potere. Se non potete, fate una telefonata o mandate un messaggio di supporto. Fate qualsiasi cosa, ma fatela subito.

Come disse una volta un presidente americano, “siamo noi quelli che stavamo tanto aspettando” (no, non l’ha detta papà Ronnie, ma quel manichino vuoto di Obambi – Flynn è veramente perfido, quando ci si mette ndApo).