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Immagine trovata su dlareh.blogspot.comHope and change! Da oggi, i super-ricchi amici di Obama potranno comprarsi i mega-attici a Manhattan con mutui agevolati dal governo! Gioia, gaudio! Rubare ai poveri per dare ai furbetti! Viva la sinistra globale!

Commento sintetico (spero) per lasciare spazio all’importante articolo di Conn Carroll, della Heritage Foundation. Notizia in breve: da quando c’è Obama, la vita dei furbetti è diventata meravigliosa. Carroll fa riferimento a solo due casi, ma le occasioni nelle quali il denaro scorre dai poveri cristi che pagano le tasse agli amici degli amici sono innumerevoli. Un palazzo di mega-lusso nella zona più gne-gne di Manhattan che viene finanziato dalla Federal Housing Authority, creata da Roosevelt (l’origine di tutti i mali, con Teddy e Wilson) per aiutare gli americani meno fortunati a comprare casa. Negli anni ’30 si pensava ai poveracci, negli anni ’10 si pensa ai mega-ricchi. Ma che brava questa sinistra globale, sempre pronta ad aiutare i furbetti ad intascarsi soldi pubblici, se non con le ridicole farse ambientaliste, con vere e proprie truffe legalizzate.

Qui in Italia si fa un gran parlare delle case a Montecarlo, degli appalti per i musei, delle procedure semplificate per certe turbine eoliche, ma i veri furti, quelli grossi come montagne, sono ignorati dai più. Come definire altrimenti i contributi per le energie alternative che vengono incassati anche da chi, acciaierie o altre aziende, non ha mai visto una pala eolica o un pannello fotovoltaico nemmeno per sbaglio? Trovate un metodo diverso per definire un sistema assurdo che commercia aria, lucrando enormemente sul nulla e riempiendo le tasche dei soliti amici degli amici, facendo pagare il conto ai soliti poveri beoti con le tasse o con gli acquisti quotidiani? Perché nessuno si azzarda a dire che la crisi delle aziende è stata se non causata certo resa molto più grave dal ridicolo ed inutile sistema dei certificati verdi? Come mai nessuno, tranne pochissimi coraggiosi, osa dire che Bruxelles è stata fonte di infinite storture del mercato, costa tantissimo sia ai singoli cittadini sia alle imprese, costrette a spendere fior di miliardi per rispettare la miriade di regole cervellotiche sfornate a ritmo industriale dagli euroburocrati? Possibile che nessuno sia in grado di fare uno più uno (se spendo soldi per avvocati, consulenti, lobbyisti ne ho molti meno da dedicare alla ricerca, all’aggiornamento dei macchinari o a pagare gli stipendi dei dipendenti)?

Se in America think tanks come la Heritage Foundation o il Cato Institute sono ormai universalmente considerati e riescono spesso e volentieri a far sentire la propria voce anche al grande pubblico, da noi l’Istituto Bruno Leoni, se non l’unico certo il più importante centro studi liberale e liberista, viene spesso messo al margine del dibattito politico e non riesce quasi mai a far sentire la sua voce ai milioni di automi senza memoria, senza morale e senza dignità che continuano a foraggiare lo stesso mostro che li sta strangolando. Manca la cultura, manca quello strato di imprenditori “illuminati” che, credendo fermamente che solo il libero mercato può consentirgli di crescere e prosperare, sono disposti a mettere mano al portafoglio e finanziare l’attività di ricercatori, analisti e specialisti della comunicazione, fondamentale per portare avanti la vera battaglia, quella contro l’ignoranza economica imposta dallo stato per continuare a mangiare a quattro palmenti? Forse. Non ne sono sicuro.

Temo che, invece, manchi il coraggio di dire le cose come stanno, combattere a viso aperto contro le follie dei cattivi maestri statalisti ed agire concretamente contro il socialismo imperante. Troppa gente distinta, perbene, educata, pochi mastini come Chris Christie, il “feroce” governatore del New Jersey che, dopo essere stato eletto con il mandato di ridurre gli sprechi, non va avanti a forza di promesse ma prende di punta sindacati, dipendenti pubblici e cricche varie per far tornare i conti. Abbiamo visto che con il fioretto e la buona educazione si va poco avanti. Ora è il momento di fare politica con il mazzuolo. Damn the torpedoes, full steam ahead! E che Dio ce la mandi buona.

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Finiamola col capitalismo dei furbetti
Conn Carroll
Originale (in inglese): Heritage Foundation
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Al 300 East della 23a Strada, nel quartiere esclusivo di Gramercy Park a Manhattan, nel quale per accedere a certe sezioni del parco hai bisogno di una chiave concessa solo ai residenti, un palazzo da 98 appartamenti di lusso è stato appena costruito, con amenità quali un cinema all’aperto e viste panoramiche della città. Il problema è che non ci sono abbastanza compratori disposti a sborsare gli 820.000-3.000.000 dollari che la società immobiliare chiede per il privilegio di possedere un appartamento nell’edificio. Nessun problema, ecco che arriva la cavalleria, l’amministrazione Obama. Lo scorso dicembre, la Federal Housing Administration ha reso meno stringenti i requisiti per accedere ad un finanziamento così che il contribuente americano possa avere l’onore di garantire mutui con anticipi di solo il 3,5 per cento. Ora i ricchi abitanti di Manhattan potranno comprare con più facilità appartamenti stra-lusso in palazzi con centri benessere per gli animali domestici, concierge e lounge sul tetto come quello a Gramercy Park, tutto grazie alla generosità del meraviglioso contribuente americano.

Non avete letto male: la FHA, fondata nel 1934 per rendere possibile l’acquisto delle case per gli americani con un reddito medio-basso, sta finanziando degli appartamenti di lusso a Manhattan. Come siamo arrivati a questo? La logica corrotta che ha permesso questa politica insensata è stata dimostrata ieri a Washington, quando il segretario del tesoro Timothy Geithner ha tenuto il suo simposio “Future of Housing Finance” (il futuro del finanziamento per le abitazioni ndT). Dopo che il segretario Geithner ha promesso “una riforma fondamentale” delle politiche per la casa del nostro paese, ha ripetuto che il governo federale dovrà continuare ad avere un ruolo dominante nel mercato dei mutui statunitensi: “Bisogna dire che è importante che, in un sistema riformato, sia presente una garanzia attentamente pianificata per garantire la stabilità nell’accesso ai mutui, anche nei periodi di difficoltà economica del futuro”.

Nessuno ha chiesto a Geithner se l’appoggio dell’FHA agli appartamenti di lusso a Manhattan rientrasse nella sua definizione di “garanzia attentamente pianificata in un sistema riformato”, ma il fellow dell’American Enterprise Institute Alex Pollock era presente per almeno moderare l’arroganza da pianificatore centrale di Geithner: “per come la vedo io, puoi essere o una compagnia privata o un’agenzia governativa – o una o l’altra, non entrambe contemporaneamente”.

L’approccio di Geithner, quell’intervento statale “attentamente pianificato” è alla base del fallimento totale delle politiche economiche dell’amministrazione Obama. Da quando è entrata in carica, l’amministrazione Obama ha usato il Troubled Asset Relief Program (TARP) ed altre iniziative per comprare una casa automobilisticaregalarne un’altra ai propri alleati nei sindacatipunire i lavoratori non iscritti al sindacato, minare alle fondamenta le leggi sulla bancarottaarricchire Wall Street alle spalle della gente comunefare un bel bailout per Topolinomantenere in vita le aziende “zombie” sindacalizzategeneralmente mandare nel panico l’economia mondiale. Ecco perche nel 2010, per la prima volta, gli Stati Uniti sono usciti dal novero degli stati “liberi” in economia, come misurati dall’Indice della Libertà Economica della Heritage Foundation. Dal mercato immobiliare, a quello bancario, dalla spesa alla tassazione, l’economia americana si riprenderà davvero quando le ditte private capiranno che faranno meglio ad investire in impiegati, macchine ed idee invece di buttare soldi per pagare avvocati e lobbyisti a Washington. Per aiutare questo processo, la Heritage ha appena pubblicato Solutions for America: il capitolo su come far tornare gli Stati Uniti al libero mercato contiene i seguenti consigli:

Ridurre l’intervento statale: il governo federale dovrebbe interrompere gli interventi che ha fatto a partire dal 2008, iniziando con l’abolizione del programma TARP. Fatto questo, dovrebbe abolire Freddie Mac e Fannie Mae ed abrogare tutte le misure regolamentari del governo americano che interferiscono con il mercato dei mutui immobiliari. Il Congresso dovrebbe poi abrogare il Sarbanes–Oxley Act, che riduce la concorrenza e discrimina le piccole imprese. Si dovrebbe permettere che le ditte falliscano e togliere qualsiasi aspettativa legale di un bailout futuro.

Ridurre la partecipazione del governo nella politica economica: il Congresso dovrebbe eliminare la insidiosa pratica dell’earmarking (simile alla pratica italiana degli emendamenti alla legge finanziaria per stornare soldi verso amici o sostenitori politici ndApo), la quale corrompe il processo legislativo. Il governo dovrebbe disfarsi di tutti i beni acquisiti a causa della crisi finanziaria e sforzarsi di non interferire nei casi di bancarotta.

Ridurre le tasse: le nostre aliquote sul reddito delle aziende, che al momento sono le seconde più alte nel mondo sviluppato, devono essere ridotte per aumentare la competitività degli Stati Uniti. L’aliquota per le tasse sulle imprese dovrebbe essere fissata sotto la media dell’Organizzazione per lo Sviluppo e la Co-operazione Economica (il 26%) in modo da eliminare l’incentivo per le imprese di spostare i posti di lavoro all’estero. Dovremmo smetterla di tassare le imprese come se fossero individui, ma invece ridurre le aliquote al 25%, cosa che aiuterebbe le ditte a crescere e creare nuovi posti di lavoro.

Spendere meno e devolvere agli stati le funzioni pubbliche: il Congresso dovrebbe deliberare un tetto invalicabile all’aumento annuale della spesa totale del governo federale, limitandolo al tasso d’inflazione più l’aumento della popolazione. I legislatori dovrebbero fare del loro meglio per mantenere la spesa federale a meno del 20% del PIL degli Stati Uniti, la media storica dopo la Seconda Guerra Mondiale per le spese del governo.

Dare ai lavoratori un AUMENTO: i contratti dei sindacati fissano sia un minimo che un massimo salariale. Le imprese sindacalizzate non possono dare ai lavoratori più produttivi degli aumenti fuori da quelli previsti dal contratto collettivo. Il RAISE Act (Rewarding Achievement and Incentivizing Successful Employees – Premiare i risultati e dare incentivi ai dipendenti più bravi ndT) permetterebbe ai datori di lavoro di pagare i singoli lavoratori più, ma non meno, quello che specifica il contratto collettivo, restituendo a milioni di membri del sindacato quel diritto naturale di ogni americano di guadagnarsi aumenti individuali attraverso impegno individuale.

Lunedì scorso, il presidente Barack Obama ha visitato la fabbrica di batterie ZBB Energy a Menomonee Falls, Wisconsin. Lo scorso gennaio, il dipartimento dell’energia di Obama ha investito 14 milioni di dollari nella compagnia, ed il presidente è stato prontissimo a prendersi il merito di ogni singolo posto di lavoro in quella ditta. Ma il Wall Street Journal ha fatto qualche ricerca ed ha scoperto che, fin dall’IPO del giugno 2007, la ZBB ha perso denaro in maniera spaventosa. La ditta ha perso 4,9 milioni di dollari nell’anno fiscale 2008, 5,5 nel 2009 ed ha un “deficit cumulativo” di 44,1 milioni di dollari. La ZBB ha ammesso che la sua capacità di continuare “ad operare normalmente” dipende dall’afflusso di nuovi capitali. In un mercato libero, gli investitori privati dovrebbero dare questi fondi, raccoglierne i frutti se la ZBB avesse successo o soffrire le perdite se la ZBB fallisse. Ma nel capitalismo dei furbetti del presidente Obama, se la ditta sopravvive vince la ZBB mentre se falliscono, siete voi, i contribuenti, a perdere.

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