Dopo mesi di terrorismo mediatico, Harry Reid, capogruppo democratico al Senato, ha presentato un progetto di legge molto più ragionevole del previsto. Potrebbe essere la campana a morto per la follia del global warming. Al Gore non l’ha presa benissimo…
Alla fine la montagna ha partorito un topolino. Dopo mesi di terrorismo mediatico ed anni di enormi spese da parte delle solite aziende furbette e dei sempre presenti (e ben finanziati) idioti ambientalisti, il capogruppo democratico al Senato Harry Reid ha presentato un progetto di legge che non solo non ha traccia del temutissimo cap-and-trade ma che evita altri punti di discussione cruciali per la setta dei fedelissimi della teoria antropogenica del riscaldamento globale. Come diceva Clinton, it’s the economy, stupid! In un anno così disastroso per i democratici, provare a passare una legge che avrebbe colpito a morte vari settori dell’economia che ancora resistono alla crisi sarebbe stato come sventolare la muleta davanti al toro dei Tea Party ed invitare a nozze i repubblicani, che avrebbero sfruttato a morte la questione nella prossima campagna elettorale. Allora, tutto bene? Gu gu gu, i buffoni non ci son più? Sarà, ma l’Apolide ha molti dubbi. Durante una delle sue ultime svalvolate solitarie, l’ho sentito mettere in guardia contro i trucchi dei sinistri e dei loro padroni, che hanno speso bei soldi per lucrare scandalosamente su regolamenti assurdi come quelli imposti alle aziende europee. Per ora è il momento di festeggiare. Una grave minaccia per l’economia mondiale sembra, se non del tutto passata, almeno di molto ridotta. Tutto lo spin del mondo non riuscirà a convincere di nuovo il pubblico che la comunità scientifica è unita in un “consensus” granitico, specie dopo il devastante scandalo del ClimateGate. L’Apolide fischiettava allegro poche ore fa, ma non sono sicuro se stesse segretamente gongolando pensando alla rabbia del santone Al Gore o allo scuorno dei tanti utili idioti che avevano già prenotato mega-ville al mare pensando di guadagnare chissà quanto. Magari era solo felice per la “resa dei conti” di Palazzo Grazioli. Con un tipo del genere non si sa mai…
Un moderatamente allegro Apolide
—– —– —–
La morte del movimento del riscaldamento globale
Shikla Dalmia
Originale (in inglese): Forbes
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci
Gli storici del futuro definiranno di sicuro la presentazione del progetto di legge del senatore democratico Harry Reid, reso pubblico martedì scorso, come il momento nel quale il movimento politico legato al riscaldamento globale è entrato in una spirale mortale. Non c’è più! Kaputt! Done!
Non sono solo io a pensarla così; anche Paul Krugman, il premio Nobel ormai diventato un apparatchik del partito democratico è d’accordo. Nel suo più recente editoriale per il “New York Times”, Krugman si lamenta del fatto che “ogni speranza per un’azione concreta per limitare il riscaldamento globale è morta”. I democratici hanno avuto una piccola finestra temporale per far passare a forza qualche proposta al Congresso, prima che, a novembre, la politica del riscaldamento globale cambiasse per sempre. Ma il Reid scelse di non andare avanti per una ragione eccellente: i democratici volevano evitare di prendere una batosta ancora più pesante di quella che si prospetta dagli ultimi sondaggi.
Non solo il progetto di legge evita accuratamente di menzionare un limite alle emissioni valido per tutte le industrie, da far rispettare tramite uno schema di cap-and-tax — ops, scusate, cap-and-trade, evita anche di limitare le emissioni o imporre quote di energia rinnovabile alle imprese elettriche, il minimo indispensabile per gli ambientalisti. A parte una serie di regolamenti più severi sulle trivellazioni off-shore, offre dei sussidi sia ai proprietari di case per incoraggiarli a rendere le proprie abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico sia ai proprietari della flotta di camion del paese per usare il metano, che bruciando produce meno inquinanti. Non mancheranno conseguenze negative per l’economia, ma se si confronta con l’azione “globale” sul settore energetico e il riscaldamento globale che il presidente Barack Obama aveva minacciato, si tratta di un affare.
Krugman se la prende — non riuscirete mai ad indovinarlo! — con le avide compagnie energetiche e quei vigliacconi dei repubblicani che si sono venduti ad esse. La colpa, caro Paul, non è loro, ma nelle tue teorie graciline.
La verità è che non c’è mai stato un tema ambientale che abbia goduto di appoggi così forti da parte della grande industria. All’inizio della crociata del riscaldamento globale, una coalizione di corporations chiamata United States Climate Action Partnership è nata con lo scopo esplicito di fare pressione sul Congresso per tagliare le emissioni di gas serra. Al suo interno importanti aziende energetiche (Duke Energy) e giganti del gas (BP) che pensavano di guadagnare bei soldi azzoppando l’industria del carbone tramite uno schema di cap-and-trade. Nel frattempo il Breakthrough Institute, un gruppo di sinistra molto rispettato che si pone come missione il ringiovanimento del movimento progressista in questo paese, fa notare come i gruppi ambientalisti abbiano speso non meno di 100 milioni di dollari negli ultimi due anni per mettere in piedi quella che potrebbe essere la migliore campagna di mobilitazione popolare della storia. Nonostante tutti questi sforzi, è costretto ad ammettere il Breakthrough, ci sono poche prove che indicano che vi sarebbero stati più di 43 senatori disposti a votare uno schema di tassazione occulta delle emissioni di anidride carbonica tramite i cosiddetti certificati verdi (il cap-and-trade).
Questo vuol dire che la prospettiva di guadagnare non è l’unica forza valida in politica. In effetti i lobbyisti sono più efficaci quando rappresentano cause che coincidono con la volontà degli elettori dei politici, cosa che decisamente in questo caso non è vera. Gli elettori non ne vogliono sapere di accettare danni economici subito per rispondere a pericoli remoti con la prospettiva di risultati ancora più incerti. Prendete il caso della Social Security e del Medicare: è ormai una certezza matematica che, senza riforme adeguate, questi sistemi andranno in bancarotta, mettendo a rischio le cure mediche e le pensioni di decine di milioni di americani. Anche se il costo di ogni possibile azione è infinitamente più basso rispetto al lasciare le cose come stanno ora, convincere gli elettori ad appoggiare qualsiasi scelta è sempre una battaglia molto difficile.
Eppure, anche allo zenit del “consenso” sul riscaldamento globale non c’è mai stata una certezza così matematica. Lo scandalo del ClimateGate –nel quale importanti climatologi sono stati beccati a manipolare i dati per esagerare l’aumento della temperatura– ha incrinato in maniera seria questo “consenso”, ma anche se non fosse accaduto, il cambiamento climatico è un argomento troppo complesso perché sia mai definito in termini assolutamente certi ed inappellabili. Quindi, era inevitabile che finisse prima o poi in un vicolo cieco.
Perché il progetto di legge di Reid non è altro che un vicolo cieco. In effetti, se i democratici hanno fatto marcia indietro dal loro grandioso piano di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 17% rispetto al livello del 2005 entro il 2020 nonostante una larga maggioranza al Congresso ed un “curatore celestiale” alla Casa Bianca, difficilmente riusciranno a fare qualcosa di meglio in futuro. E se l’America –il paese più ricco del mondo ed il più grande produttore di gas serra– non si muoverà decisamente, le possibilità che l’India o la Cina prendano provvedimenti più drastici sono le stesse di giocare a palle di neve a Mumbai.
Naturalmente le nazioni autoritarie hanno una libertà superiore rispetto alle democrazie quando si tratta di costringere la gente ad adottare rimedi spiacevoli. Ma nemmeno gli autocrati cinesi potranno costringere la propria popolazione ad una dieta energetica solo perché le conseguenze negative dureranno poco, visto che presto arriveranno alternative energetiche migliori e più pulite– che sarebbe l’unica giustificazione fornita dagli ambientalisti per i loro grandiosi e costosissimi piani.
Questo non vuol dire che non ci sarà qualche colpo di coda del movimento del riscaldamento globale prima che finalmente si levi di torno. Sul fronte internazionale, voci di corridoio dicono che il quinto Itergovernmental Panel on Climate Change, che sta venendo redatto in questi mesi, sarà ancora più allarmista del precedente. Eppure, grazie al ClimateGate, darà molto più spazio alle voci contrarie: secondo il senior fellow del Cato Institute Jerry Taylor, esperto in tematiche energetiche “più che andremo avanti, più che il mondo si renderà conto che non c’è consenso ma un crescente livello di critiche verso le conclusioni del passato”.
Dal punto di vista interno, i gruppi ambientalisti proveranno a spingere la Environmental Protection Agency ad emettere regolamenti che limitino le emissioni di gas serra in maniera più aggressiva. Ma questo sarà molto più difficile quando, il prossimo novembre, i repubblicani guadagneranno seggi al Congresso. Se le cose andassero come molti prevedono, saranno pronti a resuscitare una risoluzione al Senato proposta da Lisa Murkowski, (Rep. Alaska) che vieti all’EPA di regolare le emissioni da fonti stazionarie, risoluzione che è stata sconfitta per soli quattro voti il mese scorso. I guerrieri del riscaldamento globale stanno parlando di portare la battaglia per i tagli alle emissioni a livello statale, ma perderanno anche su quel fronte. La California, che ha applicato tagli del genere quattro anni fa, dovrà già affrontare un referendum abrogativo il prossimo novembre, visto che secondo molti la legge sta costringendo le aziende a lasciare lo stato, portandosi dietro parecchi posti di lavoro. In effetti, gli stessi limiti all’azione collettiva che ostacolano una risposta globale al cambiamento climatico inevitabilmente minacceranno un’azione stato per stato.
I guerrieri del riscaldamento globale dovranno passare i cinque stadi del lutto prima di accettare che hanno perso il momento giusto e che il movimento è ormai morto. Pensatori più sofisticati di Krugman sicuramente faranno notare molte cause per la sua dipartita, a parte i soliti malvagi repubblicani, come la mancanza di interesse da parte del presidente, la situazione economica negativa, le regole sull’ostruzionismo, quant’altro vi verrà in mente.
La realtà, invece, è che la crociata era condannata al fallimento fin dall’inizio dalle sue debolezze intrinseche. Riposa in pace.
Shikha Dalmia è senior analyst presso la Reason Foundation ed ogni quindici giorni scrive editoriali per Forbes. Robert Soave della University of Michigan ha fornito un valido aiuto per le ricerche alla base di questo articolo.
Ottimo articolo, e spiega il “crimine” anche se non dettagliatamente..
Manca il “movente”!
Ecco qua, un accenno:
..Il New York Times ha sollevato il coperchio su come Al Gore potrà trarre vantaggi per la somma di miliardi di dollari se l’imposta proposte di carbonio che sta spingendo i suoi frutti negli Stati Uniti, mentre documenta come si è già allineato le tasche sul retro di fearmongering esagerato sul riscaldamento globale…
Fonte:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=6&ved=0CDUQFjAF&url=http%3A%2F%2Fwww.prisonplanet.com%2Fal-gore-set-to-become-first-carbon-billionaire.html&ei=H0BSTLvBCub8sQbB47DkAQ&usg=AFQjCNH16eHmImESXMpG-0lpufLQRw4Ejw&sig2=izfcus9TJWJmWMK6EAPh0Q
E qui una bella “ITALICA” analisi.. :
http://www.inganno-ambientalista.it/content/view/181/2/
Cordialmente.
PIERO IANNELLI
— Segretario XI Municipio. ROMA “ La Destra ”—
–“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
– pieroiannelli@gmail.com -– N”.Cell.:3398513962
Lieto d’averla a bordo!
Link molto interessanti: cose da dire sulle macchinazioni legate alla panzana ambientalista ce ne sarebbero a pacchi, ma purtroppo mancano le prove. Tutta la truffa sinistra orbita attorno al Chicago Climate Exchange, finanziato nel 2001 da una misteriosa fondazione che aveva nel consiglio di amministrazione un giovane di belle speranze e molto bene ammanicato che ora siede in uno studio ovale. Gore c’è entrato qualche anno dopo, tramite una compagnia inglese appoggiata da -sorpresa delle sorprese- Goldman Sachs. Perché spendere milioni per un mercato VOLONTARIO che tratta certificati verdi che nessuno si sognerebbe mai di comprare? Perché, magari più avanti, li si vogliono rendere obbligatori…
Peccato che nessun “giornalista serio” vada ad indagare su questi argomenti… chissà cosa fa la coraggiosissima Gabanelli, a parte colpire i soliti noti e proteggere i soliti amici.
RingraziandoVi per l’ospitalità, rispondo, al Vostro:
“..ma purtroppo mancano le prove..”
Io son convinto che non siano le prove a mancare, quanto la volontà “politica” legata spesso ad interessi personali a “zittirle”.
Le prove ci sono.
Il Prof Sequi:
GLI INTERESSI AMBIENTALISTI DELLE ECOMAFIE
(pubblicato su Il Giornale, 23 Maggio 2006)
L’articolo si conclude così:L’obiettivo ufficiale di molte attività quaternarie è, come detto, la protezione dell’ambiente. Il primo posto, quindi, tra coloro che sono dediti alle attività quaternarie, spetta alle associazioni cosiddette ambientaliste. Il secondo, a quelle sedicenti in difesa dei consumatori. Nel complesso, queste costituiscono il racket ambientale. Le ecomafie, appunto.
Ma quello che “depredano” è insignificante, rispetto al danno provocato.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBUQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.costidelnonfare.it%2Frassegna_stampa.php&ei=k-NGTOr_LZXNjAe40dH0Bg&usg=AFQjCNFwXZb1FjvLYPNA-_PcUkqukqIZXA&sig2=P186Jv5vk_A6WHMPukWt1A
Da cui estraggo 284 miliardi di euro il danno indotto dal “NO” comunque a tutto. Il non produrre, il “NO” a strade, alle infrastrutture..
Un “no nel mio giardino”, cavalcato ampiamente dai vari psico-politici in campagna elettorale.
Come dicevo le prove ci sono, e sono eclatanti. Verificabili.
Paolo Stefanini scrive:
(..Legambiente e Verdi che si ammantano di credenziali ecologiste, propugnano l’eolico sempre, dovunque e comunque e fanno opera di convincimento verso i cittadini,esaltando solo aspetti positivi ?
C’è stata un’inchiesta del Secolo XIX di Genova nell’agosto scorso che ha sollevato clamore.
Infatti è stato portato alla luce un accordo commerciale tra Gamesa ed i Verdi (per il tramite di equologia v. sito,promosso da Fabio Roggiolani, responsabile regionale dei Verdi e consigliere regionale),in sintesi Gamesa si accollava i costi di convegni nei quali i Verdi,sfruttando la propria immagine e credibilità ambientale promuovevano l’eolico,sempre,dovunque e comunque, facevano cioè attività di lobby , naturalmente,en passant,il tutto targato Gamesa.
In questo appoggiati da Legambiente, chissà perché?..)
Fonte:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=3&ved=0CB0QFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.medicinademocratica.org%2Farticle.php3%3Fid_article%3D181&ei=0q9STOuGNM-tsAbcw4nLAQ&usg=AFQjCNHK8626ZhSmETkkXltB1VSSribHLQ&sig2=pwnV0h_PmSflHSfssm-rhQ
Questo è l’art. del giornale di cui sopra.:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=2&ved=0CBoQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.italianostra.org%2Fsezioni_consigli_regionali%2Fimages%2Feolico_scansano_secoloXIX.pdf&ei=w7JSTL_TIJGgsQapxOSXAg&usg=AFQjCNH_-oWSeniOatBfpQftovo7i-9Nvw&sig2=ZtZtlUfUuLKjylucQEcBiw
Ma affrontiamo con ben più “SOSTANZA” questa benemerita associazione ambientalista.
LEGAMBIENTTE.
Federparchi ed i parchi rappresentano per Legambiente e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno ( anche P.E.R.SO.NA.L.E ) dei prossimi decenni. Centinaia di milioni di euro.
La parola magica è C.A.R.B.O.N – C.R.E.D.I.T
I certificati di credito di emissione di CO2 un patrimonio enorme che i parchi possono vendere dopo averli acquisiti come conseguenza della piantumazione di alberi.
Personaggi ed interpreti di questo grande affare:
- La CIR di Carlo De Benedetti insieme a Tubini a fondato “Giga” una società che acquista e vende Carbon Credit Internazionali . ( già acquistati per 60 milioni di euro da varie nazioni)
- LEGAMBIENTE è propietaria del 10% delle azioni di Sorgenia (Presidente onorario di legambiente Ermete Realacci , Alcuni membri della segreteria nazionale .Duccio Bianchi, Edoardo Zanchini, Nunzio Cirino Groggia, Andrea Poggi
- Legambiente e Sorgenia insieme a tutte le industrie del settore energetico alternativo( e non) sono riunite in una “non profit” che si chiama Kyoto Club. (presidente Massimo Orlandi – Vicepresidente Ermete Realacci, Direttore Kyoto club service Mario Gamberale )
- Ermete Realacci e Duccio Bianchi posseggono il 25% della società s.r.l. Ambiente Italia Ricerche e servizi in Campo Energetico. (CCIAA Milano –REA 145656)
- Legambiente , Legambiente Lombardia, Kyoto Club e Ambiente Italia sono comproprietari della società s,.r .l. Azzero CO2 (CCIAA Roma REA 1137033) specializzata in compravendita di C.a.r.b.o.n C.r.e.d.i.t.( Amministratore delegato Mario Gamberale Vicepresidente Antonio Ferro, consiglieri Duccio bianchi; Andrea Poggio, Edoardo Zanchini,)
- Kyoto club e Federparchi fondano la onlus Parchi per Kyoto con il supporto tecnico di Azzero Co2. (Presidente Matteo Fusilli, Vice Presidente Massimo Orlandi, Consigliere Mario Gamberale, direttore comunicazione Antonio ferro)
L’attenta lettura di quanto esposto porta a tre considerazioni:
1″.Il controllo di Federparchi garantisce la prosecuzione e la gestione negli anni di progetti di piantumazione in tutti i parchi e le aree protette Italiane.
2″.Ermete Realacci, Ministro ombra del PD , Componente della Commissione Parlamentare Ambiente , Presidente Onorario di Legambiente, Presidente di Symbola, Vicepresidente di Kyoto Club, comproprietario di ambiente Italia e Azzero Co2 è titolare di un enorme e vergognoso conflitto di interessi.
3″. Legambiente non può più definirsi una associazione ambientalista.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=5&ved=0CCkQFjAE&url=http%3A%2F%2Fyoustrong.wordpress.com%2F&ei=HDI5TPHYH8KIsAaqjpjvBg&usg=AFQjCNH4lGAJIRmiMagseFqKNfolYzxk5g&sig2=Vef_nybI2FZzQ6Hxuw63bQ
/————/
Divertente cercare i nomi e scoprire che:
ANTONIO FERRO..
Uno degli storici fondatori di ”LEGAMBIENTE” Vice presidente“Azzero CO2”, nonché Direttore comunicazione“Parchi per Kyoto”.
PROMUOVE – I.N.C.E.N.E.R.I.T.O.R.I — ?
leggetevelo:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=3&ved=0CCUQFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.decrescitafelice.it%2F%3Fp%3D957&ei=ozlATIjeFdDuOaLquJQN&usg=AFQjCNHNGhAdG4qjb39snCMB1MRPga49Eg&sig2=OE7Wk8E9NpG_iT1ssdbQGA
MATTEO FUSILLI?
Già presidente Federparchi (della quale Legambiente è socia), Comitato Scientifico Nazionale Legambiente, socio promotore #HYPERLINK “http://www.symbola.net/din/fond_00.htm”SYMBOLA (Presidente Ermete Realacci), Presidente “Parchi per Kyoto”, (fondazione Federparchi- Kyoto Club – di quest’ultimo è Vice-Presidente Francesco Ferrante).
Dunque FUSILLI.
Presidente “Parchi per Kyoto” di cui direttore comunicazione (come già accennato di INCENERITORI) è Antonio Ferro.
Fusilli il grande ambientalista Presidente di “FEDERPARCHI” indagato nella qualità di ex presidente del Parco Nazionale del Gargano ?
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBUQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.lavalledeitempli.net%2F2010%2F06%2F23%2Faffondano-le-boe-intelligenti-marpark%2F&ei=LUlATNasKomkOOfw6OEM&usg=AFQjCNHwJzYfGA3Ldq-JjE7ZUp4cMj6vZw&sig2=z7A_vxVoHXq_nDjVWW0pxA
/——————————/
Ma è da chiarire che LEGAMBIENTE, a mio modesto avviso, non si può definire ambientalista perché, manifesta contro la centrale TURBOGAS a Pontinia, tanto ANTI-ECOLOGICA “ACEA ELECTRABEL”.!
Mal’Aria 2008
27 Gennaio 2008 Anzio – Nettuno
corteo “CONTRO” la costruzione di una centrale turbogas a Campo di Carne
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=3&ved=0CCEQFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.legambiente.eu%2Farchivi.php%3FidArchivio%3D87%26ordine%3DDESC%26back%3D%252Fdocumenti%252F2007%252F1212_malaria2008%252Findex.php%26totrec%3D85%26startRec%3D20&ei=w3tATKqTNMivOIWrpeEM&usg=AFQjCNHveEYAtVnPCN4LU8gqRB-cIarDbA&sig2=7WagXMJi_BGSDvXoL9hCIA
MA..
LEGAMBIENTE si guarda bene di “manifestare” contro la centrale elettrica sempre TURBOGAS costruita da SORGENIA a Modugno in Puglia!
Perchè cari signori, SORGENIA che costruisce TURBOGAS in Puglia è anche LEGAMBIENTE!
LEGAMBIENTE come avete già letto, è propietaria del 10% delle azioni di Sorgenia
http://www.wikio.it/article/legambiente-sorgenia-spa-ipocrisia-verde-sinistra-business-198795943
Cercando SORGENIA con google la prima associazione che vi propone è (SORGENIA TRUFFA).. Ma la “vera” truffa sono, a mio avviso, la vendita di quote CO2, CARBON CREDIT .
Simpatico invece questo “aneddoto”:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=22&ved=0CBkQFjABOBQ&url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fpag_pdf.php%3FID%3D94690&ei=Ggc5TO34B5jbsAbt7LHvBg&usg=AFQjCNF4f7b4bDqBlU5jbt4QKvL5InuAPg&sig2=oZh1gBL4vnPESBXwayTMLA
Dove SORGENIA e quindi anche LEGAMBIENTE “DEVIA” un fiume, per impiantare 200 ettari di centrale elettrica, “ESPROPRIANDO” democraticamente, le terre.. naturalmente.
Ma.
Anche a LODI sono “ambientalisti” e infatti fermano il traffico per qualche ora e APRONO la centrale sempre TURBOGAS “SORGENIA”!:
Bello come finisce l’articolo..:
Radio Popolare di Milano che dopo aver fatto durante la nostra lotta, e nonostante i nostri appelli , pubblicità a Sorgenia adesso le ha offerto una trasmissione intera: anche per lei ormai “pecunia non olet.”
La radio dice che “le famiglie che scelgono Sorgenia contribuiscono a diminuire le emissioni nocive”; nostra risposta: “le famiglie che scelgono Sorgenia la incentivano a produrre energia per soddisfare i loro bisogni e Sorgenia produce con centrali termoelettriche”
Leggetevelo:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=8&ved=0CDkQFjAH&url=http%3A%2F%2Fofficinadelfuturo.myblog.it%2Farchive%2F2010%2F01%2F31%2Fchiudiamo-il-traffico-apriamo-la-centrale.html&ei=cx85TI-yLc2fsQbBsqzvBg&usg=AFQjCNEe3pWhzFu7rF27u7Unbo71t8wVjw&sig2=7aAws_sqp5UVxo5QOuWtbg
Per quanto..è da sottolineare.
Riportando testualmente dal loro sito ufficiale :
“LEGAMBIENTE E’ UN’ASSOCIAZIONE COMPLETAMENTE APARTITICA ”
Ricordandovi i vertici ” APARTITICI ” di “Legambiente” associazione “libera”
(115.000 sostenitori e 1.000 circoli locali è la più diffusa associazione ambientalista italiana)
Vittorio Cogliati Dezza , laureato in “ FILOSOFIA ” che disquisisce di Chernobyl dimenticandosi di chiarire che già all’epoca centrali analoghe erano vietate in occidente.
Cosa nota anche al mio pizzettaio..
Chicco Testa , “P.C.I”
Ermete Realacci , presidente onorario di Legambiente “Margherita”.
Roberto Della Seta , “PD”
Francesco Ferrante , Margherita, capogruppo dell’Ulivo
Un posto d’onore a Laura Conti “P.C.I”
LAURA CONTI Che disse: «Una alternativa potrebbe essere il creare SCATOLETTE DI CIBO per cani e gatti in cui la C.A.R.N.E U.M.A.N.A sostituisca quella di altri animali»
«Si potrebbero adoperare i c.a.r.n.a.i , gli appositi terreni recintati e sorvegliati, impiegati dalle associazioni naturalistiche come il Wwf e la Lipu per alimentare i rapaci ..
..Il tempo medio di distruzione della “ SALMA ” è di poche ore. Restano le ossa, è vero. Ma a questo inconveniente si potrebbe ovviare se al festino partecipasse anche l’avvoltoio barbuto, che lancia le ossa sulle rocce per divorarne il midollo.
CARNE UMANA? :
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=2&ved=0CB4QFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.loccidentale.it%2Fautore%2Fdario%2Bgiardi%2Ffulco%2Bpratesi%2Be%2Bil%2Bvademecum%2Bdel%2Bperfetto%2Becologista.003084&ei=phs7TLWfN4XgOLSLqbQB&usg=AFQjCNGSy-j_tTBcjW7wPJFqvuFjeZ_A2A&sig2=idRVnbCjkDTcDFrnxCY93g
Passiamo ora al “WWF”.
Oltre LEGAMBIENTE FEDERPARCHI e compagnia..
Vorrei evidenziare anche gli INTERESSI del “WWF”, poco interessato alle “briciole” dell’eolico.
Infatti ne fanno una “bandiera ecologista”
Eolico a Udine, no del WWF: mette a rischio i grifoni e i gufi
Fonte.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=5&ved=0CCgQFjAE&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F10657%2Feolico-a-udine-no-del-wwf-mette-a-rischio-i-grifoni-e-i-gufi&ei=I7dSTMzEFMb-sQaSv-HOAQ&usg=AFQjCNE71P-7IiuLiAflFBt-TUrSa6Mtvw&sig2=amaFOGW2Ong1xvuI0QoJ-g
Perchè cari signori..Il “WWF” punta al “piatto” ricco?
I crediti da anidride carbonica renderebbero il WWF ed i suoi partner molto più ricchi, senza nessuna effettiva riduzione della CO2, afferma Christopher Booker del Telegraph
..Da molto tempo l’Amazzonia è in testa alla lista delle preoccupazioni ambientali mondiali, non solo perchè ovviamente ospita la foresta pluviale più vasta e ricca di biodiversità del mondo, ma anche perchè i suoi miliardi di alberi rappresentano il più grande deposito natutale di CO2. Quindi ogni minaccia alla foresta rappresenterebbe anche un contributo all’aumento del riscaldamento globale.
E’ emersa però un’agenda nascosta circa la preservazione di questa parte di foresta che consiste nel permettere al WWF ed ai suoi partners di condividere la vendita di crediti di emissione di anidride carbonica per un valore di 60 MILIARDI DI DOLLARI, per permettere alle compagnie industriali di continuare ad emettere CO2 esattemente come nel passato.
Fonte:
http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/christopherbooker/7488629/WWF-hopes-to-find-60-billion-growing-on-trees.html
Ma più ampie spiegazioni, troverete qui, riguardo questo ambientalismo di facciata.
http://www.wikio.it/article/energie-alternative-global-warming-carbon-company-204410395#news204410395
Mi scuso per la lunghezza fuori ordinanza del post.
Ma spero giustificata e tollerata per i contenuti.
Cordialmente.
PIERO IANNELLI
– Segretario XI Municipio. ROMA “ La Destra ”—
–“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
– pieroiannelli@gmail.com -– N”.Cell. 339’8513962
Eh, la peppa! Ma questo non è un commento… sono almeno due articoli belli pieni! Lungi dal lamentarmene (ogni scambio di informazioni, specie se importanti ed interessanti come quelle che lei ha riportato, è sacro nell’antro dell’Apolide) mi veniva una domanda: ma perché, visto il periodo estivo, non prova a mettere alcuni di questi fatti in un contesto e, magari, aggiungere qualche commento personale. L’antro sarebbe più che lieto di ospitare le opinioni sue o di quanti altri lettori si prendano il disturbo di contribuire alla discussione. Mi faccia sapere.
Commenti sul super-commento a seguire, che devo ancora digerirli per bene… ^_^
Comprenderete, che quanto scrivo è particolarmente pesante..
Non di meno sempre per quanto scrivo.. ho un bel proiettile nella posta.
Ma nessuna (fin ora) denuncia per difffamazione..
Questo per due motivi, il primo è che certamente queste informazioni, credo infastidiscono, ma le stesse sono suffragate da ampie e documentate vicende.
Comprendo il problema della prolissa “lunghezza”.
Ma dire LEGAMBIENTE non è più una associazione ambientalista, è cosa grave e non basta una sola “rondine” (notizia) a far “primavera”.
Per sillogismo.
Ecco il motivo delle tante “rondini”..
Cari signori è arrivata la “PRIMAVERA” eccovi uno … “stormo”.. di notizie!
L’informazione è manipolata, dietro il fantomatico riscaldamento girano miliardi di euro, molti dei quali si perdono nei rivoli delle tante associazioni, che troviamo in piazza, con nacchere e bandiere.
Voi avete scritto R.I.P. per il riscaldamento globale?
Mi permetto di inchiodare la “cassa”, con “martello” e “notizie”.
LA CO2-EFFETTO SERRA?
CHI “S.P.E.C.U.L.A” SUL CLIMA?.. è il caso di chiarire due cosette..
Penso a Goebbels :
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive. “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.
Repubblica scrive: Groenlandia, si “SCIOGLIE” il ghiacciaio Jakobshavn
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/07/14/foto/groenlandia_si_scioglie_il_ghiacciaio_jakobshavn-5575515/1/
Ma nell’articolo si specifica che semplicemente si è “FORMATO” un iceberg, pertanto assolutamente normale per un ghiacciaio.
Ben diverso da dire “SI SCIOGLIE”. Ovviamente il tutto è farcito da catastrofiche previsioni se non si interverrà a fermare il GLOBAL WORNIG..
Come non pensare a Goebbels che disse:
“Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.”
Ma una breve ricerca rivela che la “stessa” notizia, ci affligge da anni!:
I mari si alzerebbero di 7 metri, l’Olanda Londra e New York sott’acqua
La Groenlandia si scioglie, allarme catastrofi
Nuovo allarme in uno studio di due eminenti scienziati americani: i ghiacciai dell’isola potrebbero dissolversi entro il 2060 Renzo Cianfanelli 20 febbraio 2006
Ma forse non ricordate questi di titoli:
“I ghiacciai non si sciolgono”. Un’altra ecoballa che scoppia.Gli esperti Onu avevano lanciato l’allarme sull’Himalaya “scongelato” nel 2035. E ora ammettono: “Previsione copiata da un’intervista, senza basi scientifiche”
http://www.ilgiornale.it/interni/i_ghiacciai_non_si_sciolgono_unaltra_ecoballa_che_scoppia/22-01-2010/articolo-id=415704-page=0-comments=1
Affrontiamo quindi cari signori.. il “GHIACCIO”
Iniziamo da un classico art. catastrofista:
“La febbre del pianeta allunga l’estate e “gonfia” le marmotte”
La febbre del pianeta ha sconvolto la vita delle marmotte di montagna, infatti questi animali, di fronte a estati sempre più lunghe e calde, sono cresciuti di taglia e anche numericamente. L”espansione delle marmotte è un’altra prova di come i cambiamenti climatici causano sconvolgimenti alla natura e agli animali, prova frutto di un lungo studio diretto da Arpat Ozgul dell’ Imperial College di Londra e pubblicato sulla rivista Nature.
http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/10/07/marmotte-clima-grasse-436.html
/—————————/
MA… varie notizie dicono il contrario..
Il livello dei ghiacci artici è tornato ai livelli del 1979.
Lo rivelano i dati, per certi versi sorprendenti, del Centro di Ricerca sul Clima Artico dell’Università dell’Illinois. Nei primi mesi del 2008 – riferiscono gli studiosi – la superficie ghiacciata aveva subito una forte riduzione, tanto che qualcuno aveva predetto la scomparsa totale dei ghiacci artici entro l’anno. Ma nei mesi invernali i territori ghiacciati sono aumentati velocemente invernali riportando i livelli a quelli di 30 anni fa. 05 gennaio 2009
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBgQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fscienze_e_tecnologie%2F09_gennaio_05%2Fghiacci_artico_freddo_livelli_1979_52278762-db4b-11dd-8671-00144f02aabc.shtml&ei=n6BOTK2vEJa6jAfTntXJBw&usg=AFQjCNGff7sO1tDjMg6Gx0havrfjcj7qYQ&sig2=gv54B3B1sXxD2b7r0UvUWQ
/————————/
Ma più chiaro questo:
Che tragedia per i media!
.. il ghiaccio totale presente sul pianeta è noiosamente -STABILE-!
. In media, piatto, liscio, sempre uguale, insomma, una noia mortale…Scritto da Guido Guidi il 7 – luglio – 2010
http://www.climatemonitor.it/?p=11518
Iniziamo a dare una guardata al “RISCALDAMENTO GLOBALE”.
I DATI ERANO CONTRAFFATTI. . Basta cercare “CLIMAGATE” per sincerarsene.
Ma chiarissimo questo articolo in cui lo stesso padre della teoria del riscaldamento globale ammette:
Climategate U-turn as scientist at centre of row admits: There has been no global warming since 1995
* Data for vital ‘hockey stick graph’ has gone missing
* There has been no global warming since 1995
* Warming periods have happened before – but NOT due to man-made changes
Che tradotto suona così.:
“Il dottor Phil Jones (IPCC)ammette: Nessun riscaldamento Globale dal 1995..”
1^I dati di vitale importanza per sostenere il ‘grafico della mazza da hockey’ sono andati PERSI !
2^ Non c’è stato alcun riscaldamento globale a partire dal 1995
3^ Periodi di riscaldamento globale sono già accaduti in passato – ma non a causa dell’uomo .
http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&site=daltonsminima.wordpress.com&url=http%3A%2F%2Fwww.dailymail.co.uk%2Fnews%2Farticle-1250872%2FClimategate-U-turn-Astonishment-scientist-centre-global-warming-email-row-admits-data-organised.html%3FITO%3D1490&sref=http%3A%2F%2Fdaltonsminima.wordpress.com%2F2010%2F02%2F24%2Fil-dottor-phil-jones-ammette-nessun-riscaldamento-globale-dal-1995-mentre-stranamente-sono-spariti-i-dati-della-mazza-da-hockey%2F
/—————–/
Bene.
Una più ampia e dettagliata documentazione riguardo il riscaldamento globale, e l’impossibilità che CO2 possa comunque incidere sul clima, la troverete qui:
http://www.wikio.it/article/riscaldamento-globale-effetto-serra-provocato-truffa-197551755#news197551755
Ora vediamo Phil Jones riabilitato per evidenti motivi economici e politici?
Continuerà, con le sue teorie “RISCALDANTI”..?
Lo stesso Phil Jones era finito sotto inchiesta, per le mail compromettenti (CLIMATEGATE). E la commissione d’inchiesta ora risponde con :
“un livello di trasparenza appropriato”.
In ogni caso, chiarisce Russell, “la tesi che l’Unità di ricerca climatica abbia qualcosa da nascondere non sta in piedi”.
A uscire pulito dalle accuse è soprattutto il professor Phil Jones, capo del gruppo di ricerca, che in una delle sue mail aveva parlato di un “trucco” utilizzato nell’interpretazione di alcuni dati e aveva definito una “bella notizia” la morte di un climatologo scettico sul riscaldamento globale.
Rimosso dal suo incarico in seguito allo scandalo, Jones riprenderà il suo posto nell’unità di ricerca. Fonte: La Repubblica-7 lug 2010
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/07/07/news/scienziati_scagionati_dalle_accuse_nessuna_manipolazione_dei_dati-5462498/?ref=HREC2-1
/—————-/
Peccato che REPUBBLICA non chiarisca cosa si poteva leggere in quelle mail.
Un ricercatore scrive in una mail:
«Sì, non è molto più alta del 1998 e tutto questo mi preoccupa… c’è la possibilità di avere davanti un periodo lungo una decina d’anni con temperature relativamente stabili… forse posso tagliare gli ultimi punti sulla curva prima del mio intervento»
Nelle mail rese pubbliche c’è di tutto:
Espedienti per aggiustare i dati che confermino il riscaldamento!
Proposte per minare la credibilità dei propri avversari!
Occultare i dati più scomodi.
I “grandi” scienziati si scambiavano mail, per accordarsi e diffondere dati falsificati..
QUESTA é LA VERITA’!
31 MILA SCIENZIATI , SOLO NEGLI USA ….confermano la truffa del riscaldamento globale .
http://www.petitionproject.org/
A FRONTE DI “QUESTO”..
Vediamo Phil Jones “RIABILITATO” .
Forse vi è stato qualche “interessamento”?
Non dimentichiamo AL GORE paladino del RISCALDAMENTO provocato dall’uomo, e per questo, meritevole del NOBEL ..
Al nome di Al Gore si associano nomi di aziende dai nomi altisonanti come la Chicago Carbon Exchange (CCX). Vende quote di CO2 anche lui.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBUQFjAA&url=http%3A%2F%2Fblog.panorama.it%2Fhitechescienza%2F2010%2F03%2F30%2Fper-al-gore-tira-un-brutto-clima%2F&ei=P-49TNmFKob3Oc-w3M8P&usg=AFQjCNH7hB6jP8BeEdmRt2dPBY0MWOQhrA&sig2=rHThar0_VJMk4ABld97MIQ
/————-/
Caro “OSTE” come è il vino?.:
- La CIR di Carlo De Benedetti insieme a Tubini a fondato “Giga” una società che acquista e vende Carbon Credit Internazionali . ( già acquistati per 60 milioni di euro da varie nazioni)
Dunque su REPUBBLICA o l’ESPRESSO, potete quotidianamente leggere articoli catastrofici riguardo la “climalterante” CO2.
L’”ESPRESSO” scrive in un suo art.: “Caccia grossa a CO2″
Secondo l’Intergovernal Panel on Climate Change, raggiungere questo livello di emissioni comporterebbe conseguenze incalcolabili sull’uomo e sul pianeta. Sarebbe una vera e propria catastrofe, quella per intendersi descritta nel libro ‘Sei Gradi’ di Mark Lynas (Fazi Editore) in cui la vita, così come la conosciamo, sarà possibile solo in alcune ristrette aree intorno ai due Poli.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=2&ved=0CB4QFjAB&url=http%3A%2F%2Fespresso.repubblica.it%2Fdettaglio%2FCaccia-grossa-a-CO2%2F2056710&ei=PnEwTKrfM-DgsAbLva22Ag&usg=AFQjCNG1EcHOJxKTMZJMzdCQp8BCJ_x6uA&sig2=LnVWf72yIbxU516STS_cZA
REPUBBLICA scrive..
“Una delle tecniche più usate per capire qual è il nostro impatto sull’ambiente è il calcolo dell’impronta di CO2, che converte ogni nostro consumo nella quantità di gas serra che emettiamo. Per capire a quanto corrisponde questa impronta esistono diversi “calcolatori” online, tra cui quello di Repubblica-Wwf e quello di Azzero CO2, società che opera nel settore del risparmio energetico e tra i cui soci c’è anche Legambiente.. Ecc. ecc.
http://racconta.repubblica.it/wwf-calcolatore-co2/main.php
Questi due dei tanti articoli.. e stranamente vediamo il WWF.. e LEGAMBIENTE, citati come fonti autorevoli.
Ma questo art. è “spettacolare”: ” Chi specula sul clima”
“I NEGAZIONISTI del cambiamento climatico sfruttano i sondaggi in modo INGANNEVOLE.”
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBUQFjAA&url=http%3A%2F%2Fespresso.repubblica.it%2Fdettaglio%2Fchi-specula-sul-clima%2F2125702%2F17&ei=p8c9TMCOOYjqOJDtpe4L&usg=AFQjCNFpDOicGWGAa1f7pyWtbqvp98oa2A&sig2=1NzcZQxDxZanPeWYCMe5NA
/——————————/
E dire che proprio il gruppo “ESPRESSO” fà capo a De Benedetti che vende quote CO2. Sembra una barzelletta?
DUNQUE CHI “S.P.E.C.U.L.A” SUL CLIMA? Una bella domanda..
Una sola considerazione, posta come domanda..:
CARO “OSTE” “DE BENEDETTI” …COME E’ IL “VINO” alla CO2 ?..
SEMPLICE potrebbe essere la sua risposta :…Il vino con la CO2 è frizzante! Ma..:
“ ..la vita, così come la conosciamo, sarà possibile solo in alcune ristrette aree intorno ai due Poli..”
Però se comprate le quote di CO2.. vi “SALVATE”!..E “Giga” di DE BENEDETTI “V.E.N.D.E” quote di CO2..
Un titolo:
“degenerazione climatica”
Ecco come gli strumenti per combattere il riscaldamento globale si sono trasformati in pratiche speculative. Che non risolvono il problema e peseranno sulle tasche di tutti noi
Un’occhiata alle ultime quotazioni, collegato via internet alla Borsa di Chicago o quella di Amsterdam, e una al “portafoglio”. Poi un click per vendere o comprare. Questo trader tratta titoli che non appartengono a società quotate. Si misurano in tonnellate di gas serra e si chiamano “crediti di emissione”; una nuova commodity, come grano o caffè: chi la acquista o cede, sui listini del Chicago Climate Exchange o dell’European Climate Exchange, è un carbon trader.
La CO2 è un bene impalpabile, ma una tonnellata è scambiata a più di 11 euro. E questo nuovo mercato, definito carbon market, è in rapida espansione: nel 2008, sono passati di mano ben 4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica per un controvalore di 118 miliardi di dollari, con una crescita dell’84% rispetto al 2007. ..
..”La prossima bolla”
Fondi d’investimento e trader di energia sono quelli che più hanno guadagnato sul mercato europeo delle emissioni. Parola di Peter Atherton, analista per Citigroup Global Markets.
Non è un caso, perciò, se Citigroup, Deutsche Bank, Morgan Stanley, Barclays Capital e Bnp Paribas hanno tutte un desk addetto alla compravendita di crediti di emissione. I fondi pubblici, privati e misti attivi sul carbon market, all’inizio del 2008, erano già un’ottantina, con un capitale di almeno 13 miliardi di dollari.
In quattro anni il valore del volume dei crediti di emissione scambiati sul mercato è decuplicato, ed è cresciuto il peso dei future: alcuni -come Larry Lohmann, ricercatore inglese di The Cornes House e autore, tra l’altro, del saggio Carbon Trading: Solution or Obstacle?- vedono dietro l’angolo “una nuova bolla speculativa, come quella legata al settore immobiliare o al petrolio. I derivati sui crediti di emissione -spiega Lohmann- sono artifici finanziari molto simili a quelli creati negli ultimi trent’anni, come i derivati”.
FONTE:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBUQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.altreconomia.it%2Fsite%2Ffr_contenuto_detail.php%3FintId%3D1963&ei=7rFNTIf6No_QjAe4hoXYDA&usg=AFQjCNGkwfkfrZEwMEwHLewZLnEkWp37nA&sig2=A5PZPxZFCxRAaTzSndphmw
Concludendo:
125.000 anni fa il mare era più alto di 4-5 metri e le calotte polari parzialmente fuse, nonostante i livelli di anidride carbonica fossero più bassi di quelli attuali. Fra 110.000 e 23.000 anni fa (in piena era glaciale) il pianeta fu interessato da 16 eventi di intenso e rapido riscaldamento che non trovano giustificazione nella teoria del riscaldamento globale. Fra 8.000 e 5.000 anni fa il mare era più alto di 2 metri rispetto a oggi e le temperature più alte di 2-3 gradi. I ghiacciai alpini scomparvero quasi del tutto.
1000 anni fa il mare era più alto di almeno mezzo metro e le temperature europee erano più alte di quelle attuali. Sulle Alpi si coltivava l’olivo a 1000 metri di altezza e fino a trecento metri più in alto si coltivava la vite; La Groenlandia era abitata dai vichinghi che vi coltivavano cereali, cosa oggi impossibile. Come si giustificano questi fenomeni se si afferma che tutto dipende dalla CO2?..
Dunque, avrei da vendere anche io un pò di CO2 al “PEPERONCINO”!
Qualche eco-catastrofista è interessato?..
Cordialmente.
PIERO IANNELLI
– Segretario XI Municipio. ROMA “ La Destra ”—
–“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
– pieroiannelli@gmail.com -– N”.Cell.3398513962